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Spal biancoAzzurra: Esposito e Colombo, una spinta in più dopo la Nazionale

Il centravanti spallino Lorenzo Colombo

Mediano e centravanti sono stati i migliori con l’Under 21. E nessuna squadra è più “millennial” di quella di Clotet

FERRARA. Nel motore della Spal entra benzina biancoAzzurra. Svestita la maglia della Nazionale Under 21, Salvatore Esposito e Lorenzo Colombo si sono riaggregati ai compagni di squadra e sono carichi “a mille”.

Ovvio, i due spallini sono stati i migliori in campo nella partita pareggiata 1-1 martedì a Monza contro la Svezia. Titolari fissi nelle due gare ravvicinate contro Bosnia e appunto scandinavi, hanno conquistato parecchi punti a loro favore. Esposito è stato l’equilibratore della Nazionale del c.t. Nicolato, giostrando nella posizione a lui forse più congeniale, quella di perno centrale. Un’investitura, tanto che il milanista Tonali - protagonista di un grande avvio di stagione in rossonero - ha “dovuto” traslocare nel ruolo di mezz’ala. Se nella Spal agisce come “doble pivot” al fianco di Viviani nella mediana a due, Esposito con l’Under 21 ha marchiato il territorio.


Quanto a Colombo, lo abbiamo visto “falso” attaccante esterno, partendo da destra ma in realtà muovendosi parecchio, tagliando dentro, in ogni caso agendo molto a sostegno del reclamizzato bomber pisano Lucca. Colombo ha dimostrato di poterlo fare, e questa esperienza è stata e sarà utile per aumentare il suo bagaglio, però è evidente che il ruolo in cui può esprimersi al massimo è quello di punta centrale.

Ma Colombo nella Spal potrebbe giocare come in Nazionale? Nel 4-2-3-1 certo che no. Servirebbe un 4-3-3 atipico come quello dell’Under 21, ma crediamo che sia meglio non andare in cerca di una forzatura di questo tipo, soprattutto in questo momento, anche in funzione degli equilibri del collettivo.

Di sicuro la Nazionale ha restituito alla Spal due ragazzi - in biancazzurro pedine finora inamovibili - ancor più in fiducia e consapevoli delle loro possibilità. Un 2000 (Esposito) ed un 2002 (Colombo) che si inseriscono nella politica di una Spal sulla scia del modello... Spagna, o Milan. Perché tutti si riempiono la bocca con la necessità di far giocare i giovani, poi (quasi) nessuno lo fa e quelli che lo fanno devono pure sorbirsi la morale da parte degli stessi che invocano la linea verde in Italia ma se inciampi sono lesti a dire che la gioventù si paga. In ogni caso, la Spal è la squadra che finora ha utilizzato più giocatori - sui 67 in totale scesi in campo nelle prime sette giornate della serie B - nati dal 2000 in avanti. Mister Clotet ne ha proposti complessivamente 9 (Spaltro, Peda, Da Riva, Esposito, il poi ceduto Tunjov, Ellertsson, D’Orazio, Seck e Colombo), per spezzoni o stabilmente, guidando per distacco la classifica dei “millennials” della categoria, davanti al Parma (8), al Cosenza (5) ed a tutte le altre staccatissime con in coda Ascoli, Cittadella, Como e Ternana a quota 1.

Posto che non conta la carta d’identità ma la qualità (e il merito), la Spal domenica contro il teoricamente più “esperto” Cittadella dovrà dimostrare che i risultati non vengono per una questione generazionale (in un senso o nell’altro) bensì per interpretazione, attenzione, identità di gioco, equilibrio, cura dei dettagli, concretezza. Quello veneto è avversario ostico, fisico, difficile da “gestire”, pericoloso nel colpire alle spalle. Match dispendioso, quello del Tombolato. Da parte spallina servirà una grande gara, sotto ogni punto di vista. Un’interpretazione collettiva che certo dovrà giovarsi anche della freschezza, della carica di entusiasmo, della fiducia (e delle doti, ovvio) che potranno portare in dote in particolare Esposito e Colombo dopo questa proficua parentesi in Nazionale.

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