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Spal, avanti tutta con mister Pep Clotet. Tra Cittadella e prolungamento contrattuale

Domani una partita di grande importanza. Intanto c’è l’idea di blindare l’allenatore per dare vita ad un progetto vincente

FERRARA. Non giriamoci intorno. Quella che attende la Spal domani sera a Cittadella è una gran bella partita. Nel senso di tosta, difficile, scorbutica, probante. Un esame di passaggio assai attendibile per misurare la crescita e la competitività della squadra, davanti ad un avversario tra i più complicati che ci possano essere, per caratteristiche collettive, individuali e continuità - con qualche cambiamento, ma sempre con la stessa filosofia - del lavoro (di alto livello) degli ultimi anni. La Spal è invece tutta nuova, per certi versi ancora in fase di maturazione (pur se tante cose interessanti e promettenti si sono già viste), e per questo si vuole vedere il tipo di risposta che darà al “Tombolato”

I biancazzurri non snatureranno il loro modo di interpretare le partite, i loro concetti di gioco, la mentalità. In ossequio ai dettami di mister Clotet, fautore di un calcio verticale e di pressione (come strumento per riconquistare il pallone, quindi di difesa). Una Spal d’attacco, che va in avanti e che pure ha un gran possesso palla. Dato interessante, quest’ultimo. Nel senso che le statistiche dicono che il fraseggio prolungato in B sembra non pagare, se è vero che il Pisa battistrada è accreditato appena di un non fantasmagorico 46,9% di possesso e la Cremonese - seconda in classifica - si trova a 49,3%. Chi guida tale graduatoria è il Crotone col 56,7%, seguito proprio dalla Spal (con il 56,6%) e dal Monza (attestato al 55,5%).


Insomma, i dati dicono che chi tiene di più palla si trova in posizioni di classifica medio-basse. Un’apparente contraddizione, anche in riferimento alla Spal il cui possesso non è mai apparso fine a se stesso. Ma sulla graduatoria generale del campionato incide ovviamente il fatto che i biancazzurri finora in trasferta non siano riusciti a raccogliere punti, anche quando li avrebbero meritati (soprattutto a Pisa e Terni).

Anche per questo sarà interessante il test di domani a Cittadella (con Vicari a disposizione, visto che si è allenato in gruppo sia giovedì che ieri; poi starà al mister decidere se utilizzare o meno il difensore). Una partita che mister Clotet seguirà dalla tribuna, in quanto squalificato. Diciamo che per lui, forgiatosi alla scuola del calcio inglese, sarà un po’ come calarsi nei panni dei vecchi manager britannici, che le loro squadre le guidavano dall’alto. E in alto (nel senso di molto quotate) sono le azioni dell’allenatore catalano, che la Spal vorrebbe blindare in tempi rapidi. Clotet ha un contratto solo fino a giugno, perché quando è stato ingaggiato la scorsa estate non c’era ancora stato il passaggio di proprietà della società e le condizioni in quel momento non permettevano che si seguissero altre modalità. In questi pochi mesi, però, il tecnico ha conquistato tutti per metodologia, bontà e qualità e modernità del lavoro, capacità di creare rapidamente un collettivo, abilità nella gestione del gruppo. Diciamolo: un signor allenatore.

Dunque, sul tavolo non c’è ancora un discorso di prolungamento contrattuale affrontato faccia a faccia, però risulta che i vertici spallini ci stiano concretamente pensando e che il ritorno dagli States del presidente Tacopina (atteso a Ferrara tra oggi e domani) possa essere l’occasione affinché il patron decida quando e come proporre l’estensione del vincolo del trainer. La Spal deve giocare d’anticipo, per non rischiare che la concorrenza possa poi eventualmente inserirsi. Sarebbe anche un segnale ben preciso lanciato a tutto l’ambiente. Se la Spal vuole corroborare i propri ambiziosi progetti di consolidamento (immediato) in B e risalita (futura) in A, è evidente che bisogna investire su Pep Clotet. Crediamo che la società ne sia ben consapevole e che per questo intenda fare mosse conseguenti. Auspicabile, e giusto.

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