Clotet soffre per la tribuna ma avrà la carica dei 600 «Che unione con i tifosi»

ferrara. Sognando un futuro ancora a tinte biancazzurre, Clotet si concentra sul presente di casa Spal. Che in questo momento si chiama Cittadella: «La squadra – dice il mister – sta crescendo partita dopo partita e anche durante la sosta ci siamo soffermati nel provare il calcio che vogliamo fare. Fuori casa abbiamo fatto buone prestazioni, andremo a Cittadella con grande umiltà ma per cercare i tre punti con grande concentrazione senza commettere errori».

«Sarà una partita molto difficile – prosegue Clotet –: loro sono una squadra di valore, portano avanti un progetto da molti anni. Pressano molto bene verso l’alto, in difesa sono organizzati con giocatori che da diversi anni sono assieme e in attacco cercano bene la profondità. Sarà una sorta di partita a scacchi (una delle grandi passioni di Clotet; ndr), dove di solito vince chi non fa l’ultimo errore». L’allenatore spallino si è poi espresso sulla sua squalifica (la seconda stagionale): «Soffro molto per questa condizione, in 7-8 anni in Inghilterra non mi è mai capitato di vedere una partita dalla tribuna. Credo che sia a Benevento che col Parma siano state decisioni eccessive per un’espulsione. Credo occorra riflettere un po’ su questo, anche perché io rispetto sempre il lavoro degli arbitri».


E su Xavi Bernal: «Conosco il mio vice da tanti anni, vediamo il calcio allo stesso modo. L’ho conosciuto a Malaga, poi lui si è cimentato in diverse esperienze in Africa e in Marocco a massimi livelli». Infine sui 600 supporters diretti al “Tombolato”: «La società ha saputo comunicare molto bene l’unione necessaria con la tifoseria in quest’annata. Avere così tanta gente al seguito significherà molto per la squadra. Ci sentiremo un po’ come al Mazza». A. D.

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