Spal, contro il Como bisogna giocare bene. Le insidie di una partita da portare a casa

Tre punti indispensabili per iniziare con lo “spareggio” la serie di quattro gare ravvicinate e non rischiare affanni di classifica

Paolo Negri

ferrara. La riflessione nasce vedendo il (globalmente più che meritevole) Milan: non è vero che se anche non giochi bene l’importante è vincere. Sì certo, ovvio, la forza di una squadra sta anche nella capacità di fare risultato pure in giornate non scintillanti. Epperò, ti può andare bene con lo Spezia, con il Verona, ma quando poi trovi un avversario di caratura superiore (leggi il Porto) se non sei supportato da una prestazione all’altezza allora fatichi. Inevitabilmente.


Tutto ciò per dire che la Spal ha strameritato il punto di Cittadella, guadando un torrente assai insidioso. E questo è un aspetto di innegabile significato. Ma non si può omettere, come già sottolineato, che a livello di prova non è stata l’uscita migliore - anzi - dei biancazzurri. Che adesso, quindi, per battere il Como dovranno tornare ad elevare il proprio livello. Partita da vincere, per evitare una posizione di classifica che altrimenti si farebbe assai scomoda. E per imporsi bisognerà sfoderare una gara di tenore, migliorando, rispetto a Cittadella, soprattutto la cifra qualitativa: in Veneto sono stati commessi errori tecnici, c’è stata meno precisione nei passaggi (e di conseguenza non si è potuta articolare una manovra continua ed efficace). Un deficit che, se ripetuto, contro il Como rischierebbe di costare caro.

Perché quella lariana è squadra con dei valori, indipendentemente da una classifica che la vede appaiata alla Spal (entrambe avrebbero meritato qualche punto in più) e che dà connotati di “spareggio” alla sfida di domenica sera al “Mazza”.

Tanti incroci, tra passato e presente. L’allenatore comasco Giacomo Gattuso, ex spallino. Il d.s. biancazzurro Giorgio Zamuner, ex lariano. Gattuso che con il Como castiga Zamuner e la Spal nello spareggio di Verona. Zamuner che con il Como batte la “sua” Spal ferendola con un gol ed eliminandola nella semifinale play off del 1996. Bellemo, Arrigoni e Cerri (se recupera) più o meno freschi ex biancazzurri.

Al di là di ciò: il Como è una potenza economica (appartiene al fondo indonesiano Sent Entertainment), ha - come la Spal di Tacopina - una visione internazionale (l’amministratore unico, di fatto il presidente, è Dennis Wise, ex Nazionale inglese e bandiera del Chelsea), ha giocatori di valore (Cerri, La Gumina, Parigini, Iovine... e bisognerà fare parecchia attenzione al talento belga-marocchino Moutir Chajia, grande estro e tecnica). E, soprattutto, il Como può contare su un signor allenatore quale “Jack” Gattuso, uomo-simbolo per eccellenza ed artefice del ritorno lariano in serie B. Umanamente è un fuoriclasse, è rimasto lo stesso splendido ragazzo che nel 1988 sbarcò alla Spal (proprio dal Como, in prestito) per la sua prima esperienza professionistica, da tecnico ha fatto la sua bella gavetta ed ha cresciuto tanti ragazzi, compresi gli attuali spallini Dickmann e Vicari, avuti a Novara ed ai quali è particolarmente legato. Poi ha compiuto l’impresa alla guida del Como, che anche adesso sta facendo giocare bene.

Per questo la Spal dovrà issarsi ai livelli toccati con Pordenone, Vicenza, Monza e parte della gara col Parma. Partite in cui la squadra di Clotet ha saputo conquistare consensi pressoché unanimi, oltre che raccogliere due vittorie ed altrettanti pareggi. Ecco, domenica è il successo ad imporsi, nella prima delle quattro gare del tour de force (domenica il Como, giovedì 28 trasferta ad Ascoli, lunedì 1 novembre il Perugia al “Mazza”, sabato 6 trasferta a Cremona). Sarebbe bene partire con tre punti in tasca, per non rischiare un affanno di classifica e psicologico. La Spal dovrà esprimersi al massimo, non far respirare il Como, non dargli spazio laddove potrebbe colpire. E dovrà sostenere bomber Colombo, garantendo al contempo ulteriori soluzioni per andare a segnare.

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