Clotet: «Bella la nostra reazione Manca un poco di concretezza»

FERRARA. Terzo pareggio consecutivo per la Spal, che nonostante un’altra prova sicuramente generosa (pur non ordinata nel complesso) non è riuscita ad avere la meglio del Como. La vittoria ora manca da oltre un mese, ma gli applausi raccolti a fine partita dall’allenatore e dai suoi ragazzi sono sintomo d’apprezzamento per l’impegno mostrato.

«L’atteggiamento delle due squadre è stato molto buono. Il Como – spiega Pep Clotet – ha fatto la partita difensiva che ci aspettavamo, ripartendo fisicamente in contropiede. Dopo lo svantaggio siamo cresciuti, sopratutto nella ripresa anche grazie ai nostri tifosi che ci hanno trasmesso speranza e calore facendoci riprendere la partita. Ho visto la Spal vogliosa di andare avanti – prosegue il tecnico –, di attaccare il loro 4-4-2 con maggiore intensità che ci ha permesso di arrivare più volte a situazioni di tiro (sono stati 30 totali, 15 in porta; ndr). È mancata solo un po’ di concretezza offensiva ma credo che per il nostro percorso di gioventù questo possa anche essere normale. Probabilmente sarebbe stato più giusta una nostra vittoria, ma ho massimo rispetto per la partita che ha fatto il Como».


L’allenatore spagnolo, dopo aver apprezzato la mentalità dei suoi, definita «in crescita», ha parlato della partenza con l’immediato gol subito: «Diciamo che è stato un episodio che capita nelle partite di calcio, non era una palla facile col campo bagnato. Come squadra dobbiamo capire che quando si prende un gol lo si prende da collettivo, da famiglia, e non come singolo. La cosa importante è stata la reazione: l’identità si forgia attraverso le difficoltà».

Infine le parole dell’allenatore del Como, Giacomo Gattuso: «È stata una bella partita, con azioni su azioni da entrambe le parti. Forse il pareggio è il risultato più giusto, anche se quel doppio palo sullo 0-1 avrebbe chiuso la partita e invece ci siamo fatti autogol in quella maniera. Le nostre ripartenze? Sono state ben fatte, è un nostro punto di forza che usiamo spesso e volentieri».

Alessio Duatti

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