Gli “inutilizzati” aspettano un’opportunità da sfruttare

Arrivati alla 10ª giornata ci si attende un coinvolgimento maggiore di una rosa migliorabile ma comunque lunga e con delle risorse 

l’analisi

E’ assoluta normalità che un allenatore voglia forgiare l’identità della propria squadra costruendo un’ossatura di base, ricavata da un gruppo completamente nuovo e tempisticamente in ritardo di circa un mese di lavoro rispetto alla normalità dei percorsi estivi. Ci sta, dunque, che Pep Clotet abbia individuato su chi puntare, senza mai stravolgere o cambiare in maniera radicale. Allo stesso tempo, però, ormai giunti al decimo turno d’andata - con l’idea di calcio richiesta e ormai chiara a tutti - ci si attende un coinvolgimento maggiore di una rosa migliorabile a gennaio, ma comunque lunga e già piena di risorse. La questione portiere esula naturalmente da tutto ciò. In difesa, invece, a parte i soliti quattro titolari (Dickmann, Vicari, Capradossi e Tripaldelli) le rotazioni non sono state molte. Coccolo ha giocato un intero match soltanto a Pisa (poi 15’ con la Ternana), mentre di Spaltro si ricorda in sostanza solo il non facile pomeriggio di Reggio Calabria. Celia? Titolare a Terni, poi tre piccole apparizioni con Monza, Reggina e Parma. Troppo poco, probabilmente, per star fisso dietro ad un Tripaldelli che per il momento (diamogli comunque tempo) non sta dando di più rispetto a quello che aveva dato lo scorso anno Sala. Il giovane Heidenreich ancora non ha esordito, mentre nel percorso di crescita personale Peda sta perdendo qualche mese (visto che non fa un vero e proprio ping pong con la Primavera, dove ha giocato solo una gara). A centrocampo Viviani ed Esposito meritano di certo lo spazio che gli è stato assegnato, ma nelle serate non al top (come quella del giovane campano contro il Como) e nei periodi di rientro dall’Under 21 un’ipotesi plausibile era quella di vedere anche Zuculini. A maggior ragione con Da Riva infortunato e con un Mora che ha messo nel proprio salvadanaio tre gettoni solo nei finalissimi (due con Cittadella e Como). Abou, per ora, rimane un oggetto misterioso e ovviamente bisogna fidarsi delle scelte di chi lo vede quotidianamente.


Anche in avanti Clotet ha praticamente sempre aperto ballottaggi tra cinque giocatori per quattro maglie: vedi Mancosu, Latte Lath, Crociata, Seck e Colombo. Melchiorri col Como ha toccato il picco di minuti giocati (una mezz’ora), dopo tre ingressi che complessivamente non hanno fatto nemmeno venti di media. Piscopo ha esordito solo nel finale col Monza, mentre D’Orazio dopo la titolarità col Pordenone è subentrato più di una volta risultando il più impiegato tra... i meno impiegati con 137’. È allo stesso tempo chiaro che quando si riceve un’opportunità questa vada sfruttata al meglio. Perché l’allungamento della rosa è sempre un fattore reciproco: tra possibilità date dal tecnico e risposte dei giocatori.

Le prossime tre gare nel giro di nove giorni significheranno molto: tentare di inserire motivazioni nuove, potrebbe essere una buona idea.

Alessio Duatti

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