Contenuto riservato agli abbonati

Spal, la spinta del pubblico non basta più: in casa persi 6 punti in tre partite

Viste le gare con Parma e Como si potrebbe però parlare di 2 punti guadagnati. Partenze a handicap e rimonte in extremis sotto la Curva, ma che rischi

FERRARA. L’ingresso “all’americana”, con i riflettori che si spengono, fuoco e fiamme sui led, il giro dall’uscita degli spogliatoi passando davanti alla Ovest ed entrando in campo dal lato Gradinata. Il bandierone gigante a coprire tutta la Curva qualche minuto prima del fischio d’inizio, per un impatto coreografico da brividi. Il record stagionale di pubblico (quasi 5.000 spettatori) ed una spinta costante, un ruggito che si leva alto per trascinare i propri eroi.

Bene: non è bastato. Non basta più. Nemmeno questa cornice ha spinto la Spal alla vittoria. Anzi, al ritorno alla vittoria. Che manca, in casa ed in assoluto, dal 21 settembre, 3-2 al Vicenza. Dopo, una sconfitta (a Terni) e tre pareggi consecutivi, di cui due al “Paolo Mazza”, contro Parma e - domenica sera - e Como. Un paio di gare dall’andamento simile, se non proprio uguale: biancazzurri in svantaggio e poi capaci di agguantarla in extremis o quasi, attaccando (e riacciuffandola) sempre davanti alla Curva.


Col Parma, sotto 0-1 al 27’, prima del raddoppio ospite al 68’, e rimonta tra l’82’ ed il 91’. Contro il Como, Spal a rincorrere già dopo 2 minuti, e giunta al pareggio al 76’, su autogol. Tra Monza, Parma e Como fanno 3 punti in tre gare, 3 punti su 9 disponibili. Quindi, 6 punti persi in casa, laddove si stava compensando (successi su Pordenone e Vicenza) l’inferiore rendimento aritmetico in campo esterno.

Bicchiere mezzo vuoto, che si può leggere come mezzo pieno asserendo che contro Parma e Como si è in realtà trattato di 2 punti guadagnati, visto come si erano messi gli incontri in questione, e considerato che con il Como - addirittura - un attimo prima della mezz’ora della ripresa la squadra di “Jack” Gattuso ha consecutivamente centrato, nel lasso di un minuto (spicciolo più, spicciolo meno), due legni che hanno graziato la Spal da una probabile capitolazione.

La sconfitta sarebbe stata nefasta, deleteria, ricca di gravi conseguenze. Per questo non va storta la bocca ed il pareggio è da accettare come il minore dei mali: se non puoi vincere, almeno non perdere. Passettino avanti in classifica, evitata la solitaria caduta al quintultimo posto sinonimo di piazzamento play out. Una posizione occupata proprio dal Como, per differenza reti: a parità di punti (10) con Parma (agganciato, dopo il ko di Reggio Calabria, dalle due contendenti dirette) e Spal è momentaneamente “condannata” la squadra lombarda. Non c’è da stare allegri, e nemmeno “larghi”, ma almeno si respira senza ausilio artificiale.

La Spal col Monza avrebbe probabilmente meritato di vincere. Col Parma ha fatto globalmente meglio dei ducali e quel pari all’ultimo soffio è stato in qualche modo esaltante. Contro il Como no, i contenuti sono apparsi diversi dai precedenti. L’effetto “Mazza”, appunto, non è servito, anche perché non si può disconoscere come il grottesco gol patito in avvio abbia inevitabilmente zavorrato la squadra, gravandola di un peso forse superiore alle possibilità del momento, soprattutto al cospetto di un avversario non qualitativamente scintillante ma ordinato, quadrato, compatto, logico nella sua espressione.

Dopo nove giornate di campionato non è che la classifica non si possa guardare. Va guardata eccome perché, per quanto relativamente corta, sta ormai delineando posizioni e valori. La Spal ha una sua filosofia, un suo spessore, un’idea e dei meriti, e probabilmente meriterebbe almeno un filo di più di quanto ha incamerato. Epperò non si può fare finta di niente. Vanno tenute le antenne dritte, perché la classifica non è tranquillizzante ed il calendario alle porte (Ascoli in trasferta, Perugia a Ferrara, viaggio a Cremona: questi gli impegni più immediati, fino alla sosta; poi Alessandria, Cosenza e Lecce in dieci giorni dal 20 al 30 novembre) è di quelli teoricamente piuttosto tosti.

Quindi? Calma. Freddezza. Raziocinio. Fiducia. Consapevolezza. La Spal è ancora in un processo di (ri)costruzione, e come ama sottolineare Claudio Ranieri «Roma non è stata costruita in un giorno». Certo, affinché le fondamenta vengano consolidate bisognerà tornare a vincere. Più prima che poi, possibilmente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA