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Spal, è ora di fare risultato ad ogni costo. Ad Ascoli con le buone o con le cattive

Il presidente Tacopina: «Da domani la squadra dirà no al falso fair play e non restituirà palla se i rivali la butteranno fuori»

FERRARA. Il tema è sicuramente uno dei più attuali e dibattuti degli ultimi tempi, soprattutto dopo i fatti di Lazio-Inter, con uno dei gol biancocelesti segnato da Felipe Anderson mentre l’interista Dimarco era a terra e l’arbitro aveva lasciato proseguire l’azione.

L’intervento


Tant’è, adesso sull’argomento è intervenuto anche il presidente spallino Joe Tacopina, che alla vigilia della trasferta di domani ad Ascoli è stato molto chiaro: «La Spal - ha detto Tacopina - non restituirà più il pallone agli avversari quando lo tireranno fuori in modo intenzionale. Non lo faremo più, se lo faranno per fermare volutamente il gioco. Questa pratica è stata abusata e soprattutto viene portata avanti solo per perdere tempo. Ci sono regole esatte per fermare il gioco in caso di infortuni: l'arbitro può farlo quando determina che l'infortunio meriti cure appropriate e urgenti. Non dovesse ritenerlo tale, la gara deve andare avanti. Abbiamo visto un eccesso di questa pratica. Quando una squadra è in vantaggio di una rete, negli ultimi minuti, troppi giocatori vanno a terra per crampi. E guarda un po', i crampi li ha solo chi è in vantaggio e prova a mantenerlo negli ultimi minuti, mai chi è in svantaggio. Questo non è comportarsi in modo onesto - ha rimarcato Tacopina - e sta rovinando la bellezza del nostro gioco. La Spal quindi non prenderà parte a queste pratiche scorrette: quando la squadra avversaria calcerà il pallone fuori dal campo intenzionalmente non restituiremo la sfera, e qualora dovessimo farlo anche noi, invitiamo gli avversari a tenere il possesso della palla. Noi manterremo il pallone per salvaguardare la bellezza del gioco e il fair play».

I contenuti

Di fondo, Tacopina ha ragione, in Inghilterra (ma non solo) certe cose non si vedono. Bisognerà però vedere come, nel caso, la prenderanno gli avversari. Al di là di ciò, la sostanza è un’altra, è quasi un messaggio di determinazione. E la Spal domani ad Ascoli ne avrà bisogno in dosi industriali. Perché la partita si annuncia di grande importanza, con evidenti riflessi sulla classifica e sulle prospettive. Il turno, se sfruttato al meglio, potrebbe consentire di staccare la zona play out, o almeno di metterla ad una distanza più confortante di quella (minima, un’inezia: la differenza reti) attuale. Il successo consentirebbe addirittura di portarsi ad un solo punto dallo stesso Ascoli, squadra tosta, rognosa e con buona qualità, oltre che performante da quando nella scorsa stagione è approdato mister Sottil. I bianconeri però subiscono parecchio (sesta peggior difesa del campionato) e ciò significa che esiste margine per colpirli.

La partita

Tutto dipenderà dalla Spal, cui si chiede di abbinare gioco e concretezza. E, appunto, determinazione. Facendo proprio il messaggio intrinseco di Tacopina che, si badi bene, non è certo un invito alla scorrettezza, anzi.

Ad Ascoli serviranno garretti d’acciaio e cuore impavido, oltre ad un’espressione di manovra che dovrà essere inevitabilmente superiore a quella espressa a Cittadella e contro il Como. Vedremo quali scelte farà mister Clotet per opporsi al 4-3-1-2 dell’Ascoli. Dalla conferma del 4-2-3-1 di base fino al 4-3-3, passando per un 4-3-1-2 speculare a quello marchigiano, ogni soluzione è possibile. E vedremo anche se ci sarà un po’ di turn over, per quanto sia pratica che l’allenatore biancazzurro non ama particolarmente. Però la gara con il Como ha evidenziato la condizione non brillantissima di qualcuno, quindi un paio di cambi magari ci saranno.

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