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La Spal spicca il volo sulle ali di Colombo: successo ad Ascoli

Strepitoso gol del bomber e prima vittoria in trasferta. Tre punti di fondamentale importanza e classifica più corta

ASCOLI. La Spal non vinceva in trasferta dal 7 maggio sul campo della Reggiana. Un campionato fa. C’è riuscita ieri ad Ascoli grazie ad una prodezza del suo gioiello, Lorenzo Colombo, classe 2002 in prestito dal Milan. Un colpo di genio, un colpo da vero centravanti di razza. La palla calciata da Viviani su punizione è stata respinta dalla difesa avversaria: Colombo ben piazzato oltre i venti metri ha calciato il pallone con il sinistro imprimendogli una parabola che il portiere bianconero Leali ha potuto soltanto osservare mentre s’infilava nell’angolo alto della porta da lui difesa. Bravissimo oltre che decisivo.

Perché la partita, prima e dopo la prodezza di Colombo, non ha creato troppi problemi ai due estremi difensori: era una partita che sembrava destinata allo 0-0, perché a furia di pressare alto - di fare densità in mezzo - le due squadre si sono praticamente annullate a vicenda. Ma nel traffico la Spal è stata quella che ogni tanto ha trovato la soluzione per provare a incidere con più efficacia. L’Ascoli invece ha potuto soltanto sperare nel suo bomber Dionisi. Ma la squadra di mister Sottil non è riuscita quasi mai a creare le condizioni giuste per mandare in porta il suo terminale offensivo che nel finale ha provato il sinistro cogliendo però soltanto la parte esterna della rete. Si era in fase di arrembaggio quando Sottil aveva gettato nella mischia tutti gli attaccanti a sua disposizione.


La Spal è stata più logica nella conduzione della partita. La marcatura pressante su Dionisi da parte dei difensori biancazzurri ha negato all’attaccante la possibilità di legare il gioco e così Sabiri e Bidaoui sono stati facili prede per i difensori di Clotet, che hanno spinto sia con Tripaldelli che con Dickman (poi con Peda). Mancosu si è abbassato spesso a dare una mano in mezzo e Colombo prima con Latte Lath poi con Melchiorri (meglio) ha svariato per trovare il varco giusto attraverso cui infilarsi nelle maglie della retroguardia ascolana.

I primi squilli del match sono sopraggiunti poco prima della mezz’ora con Dionisi e Mancosu che non hanno guastato il pomeriggio dei due portieri ma nel finale due volte Seculin ha dovuto ripetere lo stesso intervento sul destro a giro di Maistro. Il tecnico della Spal, con Melchiorri chiamato in campo dall’infortunio di Latte Lath sul finale della prima frazione di gioco, ha trovato una soluzione migliore per le sue proposte offensive tanto che proprio un traversone dell’ex Perugia ha messo in seria difficoltà Buchel, che di testa ha mandato sul palo. Un segnale di pericolo che l’Ascoli non ha percepito a dovere. La Spal stava crescendo con Peda che s’inseriva a destra e Viviani che dettava gioco. Al 18’, quando Colombo ha bucato la porta, Sottil è corso ai ripari, o almeno ci ha provato. Dentro tutti gli attaccanti che aveva in panchina in rapida successione. L’unico che ha funzionato è stato Fabbrini che ha portato un po’ di vivacità alla manovra offensiva dei padroni di casa. Ascoli sbilanciato e Spal con le praterie a disposizione per tentare addirittura di allungare il punteggio e chiudere definitivamente i conti. Poteva raddoppiare la squadra di Clotet, ma un paio di volte ha mancato la rifinitura vincente. Mai però ha rinunciato a provarci. Ed è tornata a vincere dopo sette partite inchiodando l’Ascoli all’ennesima delusione interna. Per i biancazzurri la classifica tona a sorridere.

Guido Corsalini

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