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Fabio Capello si rivede nella Spal di Tacopina: «Appoggio in pieno la linea dei giovani»

Sabato l’immenso ex tornerà a per un evento e auspica che si ripeta quel 1964/65 quando con lui e altri ragazzi la squadra tornò in serie A 

FERRARA. Sabato “don Fabio” sarà ospite del Gruppo dei 10, associazione di appassionati di jazz che organizza varie rassegne musicali e il premio “Tutte le direzioni”, assegnato ogni anno a un grande ferrarese o legato alla nostra città, in questo caso Capello. La serata è in programma sabato dalle 20 in poi allo Spirito di Vigarano Mainarda e prevede la cena, prima della premiazione e lo spettacolo “Sconfinando”. Sul palco salirà il popolare Giorgo Conte che, voce e chitarra, proporrà le sue canzoni e la sua visione della vita, accompagnate dall’immancabile ironia, e dai musicisti Bati Bertolio e Alberto Parone (Info al 339.4365837).

Mister Capello, allora sabato ritorna a Ferrara (anzi, a Vigarano), dopo un po’ di tempo...

«Eh sì, faccio un bel viaggio da Lugano. Ma vengo con molto piacere, si figuri che mancavo dall’ottobre del 2016, quando poi assistetti anche alla partita contro l’Avellino, in serie B».

Categoria in cui nel frattempo la Spal è “ricaduta”, dalla scorsa stagione.

«Succede. In fondo si è chiuso un ciclo straordinario, dopo quello che era stato lo storico ritorno in serie A e tre anni importanti».

Lei in questi ultimi mesi ha avuto modo di seguire la Spal, di vedere qualche partita?

«Ogni tanto la guardo. Ho assistito a quasi un tempo della penultima partita in casa, quella contro il Como. Deve capire che ho tanti impegni... Per lavoro (Capello è opinionista Sky; ndr)devo “accompagnare” soprattutto le partite del calcio inglese, e della Champions: bisogna sempre essere aggiornati. Dipende dai momenti ma - detto ciò - quando posso seguo sempre la Spal: lo faccio per passione, per amore e per riconoscenza. Nei confronti del club e della città».

La potremo rivedere allo stadio, a Ferrara o altrove?

«Ah, saperlo... Non posso fare programmi. Ma nel caso in cui se ne presenti l’occasione ovviamente non me ne priverò».

Ovviamente è a conoscenza del passaggio di proprietà avvenuto in estate.

«Certo, ci mancherebbe. C’era una società locale che ha compiuto un lavoro unico, straordinario, con la capacità di portare la squadra ad un livello molto, molto, buono. Adesso la guida è cambiata, e l’importante è che Tacopina ed il suo gruppo sappiano che lì c’è una storia. Da quanto so, esiste questa consapevolezza e c’è anche la volontà di rispettare ciò che significa la Spal. Vedo buoni presupposti per ricostruire».

Si è ripartiti con un nuovo progetto, una squadra globalmente giovane, la fiducia in ragazzi da crescere. Sabato scorso a Cremona hanno giocato tre 2002...

«Appoggio in pieno tale progetto e tutte queste idee. Fanno parte del Dna della Spal. Ricordo anche i miei primi passi...».

Quell’anno di serie B...

«Esatto. Stagione 1964/65. A dieci giornate dal termine sembravamo fuori dai giochi. Il presidente Mazza sbottò di brutto e decise di mettere dentro stabilmente tutti noi giovani. Il risultato fu la promozione in serie A. Spero che questa storia si possa ripetere nel presente, nell’immediato futuro».

Cosa può fare la differenza?

«Due fattori. Intanto che si trovi o ci sia il giocatore “anziano” che trasmetta quella sicurezza necessaria ai più giovani. E poi è importante avere pazienza. Ad un ragazzo uscito dall’Ajax è stato chiesto quali differenze ci sono tra Olanda e Italia, e lui ha detto che là quando decidono di lanciare un ragazzo interessante poi lo tengono in squadra anche se sbaglia una partita o due. Giustissimo. Bisogna fare la stessa cosa, avere fiducia, aspettare un attimo, non dire subito “ah, manca di esperienza...”».

Sabato a Ferrara lei potrà anche riabbracciare Oscar Massei, a sua volta presente all’evento cui interverrà.

«E sarà una felicità. Oscar è stato il mio maestro. Lui e Bagnoli mi hanno guidato in quei primi passi nella Spal».

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