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La Spal “in difesa” della salvezza. Una retroguardia che rassicura Clotet

Elio Capradossi

Tra le ultime otto, la formazione biancazzurra è al top. Pochi gol subiti che rincuorano alla ripresa del campionato

FERRARA. A difesa della salvezza. In tutti i sensi, con le unghie e con i denti. E come sempre accade in questi casi, non risulta tanto importante parlare dei singoli elementi del reparto, ma di fase complessiva di squadra. Che la Spal ha saputo discretamente interpretare fin qui grazie anche agli ultimi correttivi di mister Pep Clotet, sempre abile a studiare situazioni utili per organizzare la sua squadra in maniera coordinata (a prescindere dai possibili errori o meriti individuali).

LA STATISTICA


Sta di fatto che un dato piuttosto emblematico si pone come base di conforto per il futuro. Qualcosa di fattivo in questa prima parte di stagione è stato creato e lo si riscontra – pur non sempre con continuità – nel periodo complessivo o nei singoli novanta minuti.

La Spal tra le ultime otto dell’attuale classifica è nettamente la miglior compagine per numeri difensivi: i gol subiti nelle prime dodici uscite sono stati soltanto tredici. Una sorta di chiave di lettura positiva, se paragonati con i centri al passivo delle vicine di graduatoria. La Ternana ne ha presi ben 19, il Parma 17, il Cosenza 18. Addirittura sopra la soglia del venti ci sono Crotone e Alessandria (entrambe a 22), Vicenza (24) e Pordenone (27).

Andando a sbirciare i numeri delle altre difese, vanno notate sì che quasi tutte le realtà d’alto grado hanno fatto chiaramente meglio dei biancazzurri, ma non la capolista Brescia e il sorprendente Como (14, con un gol quindi subito complessivamente in più rispetto alla Spal), oltre all’Ascoli di Sottil (16). Che poi - va detto - i “clean sheet” ferraresi non sono stati tantissimi (3 fin qui), ma la loro preziosità ha permesso di portare in cascina almeno 7 punti di rilievo. Trattasi del 5-0 al Pordenone, dello 0-0 di Cittadella e dello 0-1 di Ascoli, con queste ultime due circostanze utili a testimoniare il miglioramento complessivo della squadra nello specifico delle partite in trasferta. Perché inoltre subire solo un gol (tra l’altro per un’ingenuità collettiva a reparto non schierato) contro un attacco forte come quello della Cremonese, è un altro discreto segnale di crescita da cui ripartire dopo la sosta.

LE PEDINE

Posto, come detto sopra, che nel calcio è sempre il lavoro totale di squadra a favorire i protagonisti del reparto, è il caso di soffermarsi un attimo sui difensori stessi (escludendo dal discorso il tema portiere con Seculin nuovo attuale titolare dopo le non sempre convincenti performance di Demba). Il punto di forza fin qui è sicuramente l’intesa della coppia Vicari-Capradossi, con quest’ultimo che si sta rivelando un innesto di assoluto valore.

Il punto debole, invece, è l’eventuale assenza di uno di questi due intoccabili. Coccolo si è impegnato, in B può anche starci, ma non garantisce lo stesso livello della coppia; mentre il giovane Heidenreich ancora non si è visto. A destra Peda si è mostrato un ottimo sostituto per Dickmann, facendo meglio di Spaltro quando chiamato in causa. L’esordio del 2002 Nador è un’altra bella nota per il futuro.

A sinistra Tripaldelli non ha onestamente ancora convinto del tutto: qualche buona prestazione è arrivata, ma mai a un livello tale da far luccicare gli occhi. Celia, il sostituto naturale, spera di trovare un po’ di rotazioni in questa seconda parte del girone d’andata.

Alessio Duatti

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