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Spal, in casa non va: contro il Lecce il terzo ko di fila

L’arbitro e una doppietta di Strefezza decidono la gara. Ma anche giocando bene vengono pagate lacune ben note

FERRARA. A gelare la Spal, ben oltre il clima artico al “Mazza”, ci pensa Gabriel Strefezza, indiavolato ex di turno che castiga i biancazzurri con due gol d’autore che puniscono oltre i demeriti la squadra di casa.Oddio, casa... La Spal a Ferrara affonda: 2 punti nelle ultime 5 partite, 3 ko di fila.

Reduce dal successo di Cosenza la Spal si è presentata in campo animata dal fiero proposito di dare seguito al colpo calabrese, tornare all’affermazione casalinga (l’ultima: 21 settembre scorso, 3-2 al Vicenza) e consolidarsi in zona salvezza diretta. Come non detto, a dispetto di una prova valente ma inficiata da aspetti naif, dall’arbitro (clamoroso rigore negato) e... da Strefezza.


Mister Clotet privo degli squalificati Viviani (perno del gioco) e Vicari (difensore centrale) parte con un 4-3-3 speculare a quello ospite, riportando Colombo al centro dell’attacco con ai lati Seck e Crociata (che ovviamente attaccante non è), ma passa quasi subito al 4-2-3-1 con l’ex Mancosu alle spalle del bomber ma anche primo schermo su Hjulmand. Peda inserito al centro della difesa. La grande novità è l’esordio del veterano Pomini, terzo portiere (in tutti i sensi) ad avvicendarsi tra i pali spallini.

Avvio frizzante, leggermente meglio il Lecce. Poi però la Spal carbura in fretta, spinta dall’energia di un Da Riva vitaminico ed onnipresente e dagli strappi di un Colombo che scatta, prende la profondità, detta il passaggio. Non a caso la prima chance nasce da una combinazione tra i due, col centravanti che riceve, rientra, disegna il sinistro a girare dal limite ma la palla sfila a lato.

Dopo, al 15’, si grida al gol quando Peda incorna alla perfezione il corner di Esposito, schiacciando a terra, ma Gabriel è straordinario nel riflesso sulla linea. Bel momento biancazzurro, epperò piani e speranze vanno a catafascio nel momento in cui Esposito - tutto solo - pensa bene di commettere tre errori consecutivi in un solo frangente, fintanto che Majer gli scippa la sfera ed invita Olivieri a destra in area: staffilata radente su cui Pomini è bravissimo, però la deviazione viene raccolta dall’accorrente Gargiulo che anticipa tutti e la schiaffa dentro da due passi.

Disastro. Acuito dal clamoroso black out di arbitro e Var che vedono per forza ma non giudicano da rigore la manona con cui Hjulmand si oppone al destro di Mancosu. Impossibile che alla revisione video passi tutto in cavalleria. Ma giustizia viene fatta nel momento in cui Da Riva sradica palla a Hjulmand, porge a Seck che sprigiona la falcata e serve Colombo in area: sinistro e gol. Pareggio sacrosanto.

Nella ripresa la Spal parte bene ma viene ben presto freddata da... Strefezza: l’ex s’inventa uno straordinario shoot di collo-esterno destro dal limite e riporta in vantaggio il Lecce. Clotet allora al quarto d’ora immette Rossi (accolto dal boato della folla), disponendo i suoi col 4-3-3 con Pepito centrale e Colombo spostato all’ala destra. Ma è ancora Strefezza, poco oltre la mezz’ora, a cavare un altro numero dal cilindro e chiudere la contesa (poi palo di Rodriguez alla fine). Punizione severa per la Spal, ma non può essere un caso se ha ottenuto 2 punti nelle ultime 5 gare in casa, con 11 gol incassati. Anche giocando bene vengono pagate lacune evidenti e note.

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