Lo show di Gabriel e per Mancosu una ripresa calante

L’anno scorso l’aveva decisa lui in favore della Spal con una prodezza nel deserto del “Mazza”. A questo giro ha determinato due volte, facendo tuttavia impazzire i tifosi del Lecce. Senza esultare, come da protocollo di chi rispetta il posto in cui è stato (e cresciuto): Gabriel Strefezza si è preso i riflettori di Corso Piave, determinando da assoluto protagonista il risultato finale del match.

Spal-Lecce non è stata, infatti, solo la sfida tra due squadre propositive con il ritmo nelle vene, ma anche il confronto a distanza tra i due grandi ex di turno. Marco Mancosu con la nuova maglia 8 estense (il suo numero in Salento è stato preso da Gargiulo, che ha segnato il primo gol) e Gabriel Strefezza con il 27 mantenuto anche in quel di Lecce. Diciamo subito che in termini ambientali le due tifoserie hanno riservato una sorta di indifferenza a entrambi. Qualche fischio “da avversari temuti”, chiaramente nessuna contestazione, ma nemmeno applausi amichevoli o attestati di nostalgia. Decisa la carica e alte le motivazioni dei due ex, con Strefezza schierato alto a destra nel tridente di Baroni e Mancosu nella posizione di trequartista centrale davanti a Esposito e Da Riva. Per tutta la prima frazione Mancosu ha infastidito Hjulmand, limitandogli le giocate di costruzione e svariando qua e là sbagliando in sostanza solo un passaggio (innocuo) a Crociata. Il fantasista sardo è stato anche protagonista del rigore non fischiato da Guida. Mancosu ad alti ritmi, sintomo di quella condizione di fiducia rimarcata anche da Clotet alla vigilia dell’incontro. Qualcosa in meno, nella ripresa. Dall’altra parte Strefezza se l’è vista in particolar modo con Celia che nel primo atto ha provato a limitarlo nei limiti del possibile: viceversa ecco il provvidenziale Pomini e un giallo ben speso senza troppi complimenti. Poi il folletto brasiliano ha iniziato il suo show balistico, senza lasciar scampo alle speranze biancazzurre.


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