Crotone-Spal, mister Marino ritrova il suo passato. Una esperienza che avrebbe meritato un percorso diverso

L'allenatore dei calabresi si troverà di fronte a una gara chiave contro la Spal che l’anno scorso  dopo 15 turni aveva portato al 4º posto prima che tutto finisse male 

Il ritratto

Lo giudicano (anche) per quell’espressione un po’ così, oltre che per risultati dal trend altalenante negli ultimi tempi. Sul basso andante, nella recente ed ancora breve esperienza a Crotone. Senza dimenticare l’esonero della scorsa stagione alla Spal. Un esonero che, forse un po’ provocatoriamente, oseremmo dire che ad un certo punto ha quasi sperato, ed infine accolto come una liberazione. Non per spirito autolesionistico, tantomeno nei confronti del gruppo, ma perché ormai da tempo aveva capito che non sussistevano più i presupposti per dare continuità all’idea di partenza, ai risultati che avevano alimentato le speranze. E, quello sì, la sua angustia e le sue perdute certezze si sono riflesse sulla squadra. Che di suo aveva colto i messaggi societari, dettati dall’impellenza economica.


Detto ciò, Pasquale Marino resta un signor allenatore. Ed una persona di spessore quale è raro incontrare oggidì, nel mondo del calcio e nel mondo tout court. Non sappiamo quali sentimenti gli alberghino dentro adesso, alla vigilia dell’incrociare di nuovo la sua strada con quella della Spal. Da avversario, questa volta. Non crediamo nutra propositi di mera rivalsa, un po’ perché non gli appartengono, un po’ perché di acqua sotto i ponti ne è passata, un po’ perché ha ben altre priorità vista la situazione del suo Crotone, che si gioca tutto o quasi, puntando le ultime (o penultime) speranze di salvezza sulla gara contro i biancazzurri. Da vincere, ovviamente.

Crediamo che subentrare in corsa, soprattutto in determinate situazioni, non sia mai una buona idea in assoluto, però Marino aveva evidentemente il fuoco dentro, la voglia di tornare in pista dopo la fine dell’avventura spallina. Mesi non facili, tra dispiaceri sportivi e umanissimi dolori privati. Ed il campo, per chi lo ama, è sempre un richiamo irresistibile.

Dopo quindici giornate di campionato Marino trova una Spal che adesso è potenziale obiettivo da provare a risucchiare e che l’anno scorso, proprio dopo quindici turni, quando era nelle sue mani aveva issato a quota 26 punti, al quarto posto sottobraccio col Monza, a -4 dall’Empoli secondo e -5 dalla Salernitana prima. Eppure piovevano critiche, appunti, frutto di pregiudizi ben chiari. Figuriamoci dopo il ko di Ascoli alla 15ª. E le successive montagne russe. Ma, per evitarle, alla fine di quel dicembre sarebbe bastato poco, pochissimo.

Il tema - sia ben chiaro - non è il paragone, perché tra quella Spal e questa Spal sono diversi i presupposti pre-campionato, la rosa, gli obiettivi, i tempi del torneo (adesso inizio dicembre, allora fine anno). Di più: il cuore pulserebbe forte se i biancazzurri di Clotet sbancassero Crotone e imboccassero con decisione la strada verso un cammino costantemente sicuro e premiante i meriti e gli sforzi di tutti.

Epperò con l’auspicio che poi, guadato questo incontro col suo passato, anche Pasquale Marino (e con lui Massimo Mezzini) possa intraprendere il cammino di un’impresa che gli farebbe giustizia sotto vari punti di vista. Ma comunque vada, e gli vada, chi ha memoria non (lo) dimentica. Il popolo gliene ha già dato atto a suo tempo.

Paolo Negri

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