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Spal, i tanti tormenti del reparto arretrato. Portieri e difensori globalmente sottotono

In retroguardia le uniche note liete sono state Pomini tra i pali, l’ottimo leader Capradossi e la crescita di Celia

FERRARA. Il reparto difensivo della Spal sarà di certo puntellato con qualche operazione nel fondamentale mercato di gennaio ormai in procinto di essere aperto.

Fin qui, nel complesso, difensori e portieri biancazzurri hanno trovato più di una difficoltà nonostante una discreta applicazione di squadra che lo stesso Clotet ha voluto vedere nel bel mezzo del girone d’andata “italianizzando” un po’ la sua Spal e dando una linea di giovamento agli interpreti della difesa. Che finora ha subito 26 reti, in piena media con la classifica attuale. Tra le squadre davanti agli estensi solo la Ternana nel ha subite di più (27), mentre dietro Alessandria e Cosenza sono a quota 29 e le ultimissime hanno tutte e tre superato la soglia del 30.


DISASTRO TRA I PALI

Anche i meno attenti se ne saranno accorti. In porta l’agonia sportiva è stata molteplice. Tant’è che in estate il club – probabilmente già dubbioso al proprio interno – si era ben tutelato ingaggiando un terzo portiere come Pomini, che si è poi rivelato l’unica nota lieta del reparto.

La fiducia riposta in Thiam (portiere di proprietà e con la carta d’identità ancora giovane) si è sgretolata errore dopo errore, con Clotet che a pazienza finita ha scelto di provare Seculin. Tuttavia anche l’ex portiere del Chievo non ha convinto. Le ultime frittate di Frosinone (ma l’errore pesante è stato soprattutto quello contro l’Alessandria) hanno sancito la bocciatura definitiva. Il mercato in uscita dovrebbe comunque riguardare soltanto il 23enne senegalese.

Dicevamo del buon Pomini: persona seria, professionista applicato ed esperto (a marzo saranno 41 candeline), chiamato in causa contro Lecce, Crotone e Brescia con interventi prodigiosi (in Calabria) e un’ordinaria amministrazione che perlomeno ha trasmesso sicurezza ai presenti. Cosa non di poco conto. Il fatto che anche da “terzo” indossasse già la maglia numero 1 è la traduzione che forse era soltanto questione di tempo. Meglio tardi che mai.

GENESI E SVILUPPO

L’idea della parte tecnica durante l’estate di rivoluzione era quella di allestire le famose “coppie”. E allora ecco Vicari sul centrodestra con alle sue spalle Heidenreich, e Capradossi sul centrosinistra con sostituto naturale Coccolo.

Il giovane ceco in prestito dall’Atalanta (evidentemente ritenuto ancora non pronto) ha giocato fin qui soltanto uno spezzone a Crotone ed il secondo tempo di Frosinone, mentre Coccolo ha fatto annotare più di un errore da matita rossa. In assenza contemporanea di Vicari e Capradossi la Spal ha faticato, per usare un eufemismo. Il capitano ha giocato sin qui una stagione comunque al di sotto delle sue naturali possibilità. L’attenuante del reparto schierato a quattro esiste eccome per uno come lui abituato da anni a giocare come punto di riferimento nei tre. Ma soprattutto a livello temperamentale ci si aspetta qualcosa in più nel ritorno. E quell’espulsione a Cosenza, andava evitata.

Capradossi, nota lietissima: innesto super azzeccato e garanzia di totale affidabilità. Difficile capire come uno così giochi in B, mentre in A ci siano colleghi decisamente più rivedibili.

LINEA VERDE

Da tutta questa situazione sono emerse le note liete e volte al futuro di Peda e Nador. Se per quest’ultimo (punto di riferimento della Primavera di Piccareta) le convocazioni e i gettoni collezionati dai lanci di Clotet vanno in primis viste come soddisfazioni e speranze personali, per il polacco le presenze – anche dal primo minuto – hanno rappresentato di certo una vittoria per tutta via Copparo. Peda può essere utilizzato come jolly difensivo sia in mezzo che come terzino destro.

TERZI (Nì)

Dove Dickmann rimane un giocatore di categoria ma di certo più a suo agio come “quinto” e quindi a oggi esposto a notevoli amnesie difensive. Spaltro, individuato inizialmente come suo sostituto, è ormai direzionato verso la serie C. A sinistra, invece, Celia dopo tante panchine ha sostanzialmente preso la titolarità a discapito di un Tripaldelli che non è ancora riuscito a entrare con determinazione totale nella doppia fase richiesta dal gioco biancazzurro.

Se a sinistra comunque la Spal può sentirsi coperta e speranzosa di crescere fino al termine del campionato, a destra un ritocco sembra alquanto necessario. E possiamo tranquillamente affermare che quel Gaetano Berardi svincolato in estate (e sopratutto richiesto da Clotet) avrebbe fatto molto comodo.

Alessio Duatti

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