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La Spal ora cerca una spalla per bomber Colombo. E attende Rossi

Solo l’attaccante di proprietà del Milan ha risposto alle attese. Il girone di ritorno deve essere quello del timbro di Pepito

FERRARA. Il leitmotiv legato alla presenza in rosa di un attaccante prolifico (e di categoria) è quotidianamente aggiornato da quando la Spal è tornata a militare in cadetteria. Le difficoltà vissute la scorsa stagione nel reparto offensivo gestito prima da Marino e poi da Rastelli sono state tantissime, a tal punto che spesso la “pesca” del 9 o del 10 di turno era passata dalla Primavera, con la conoscenza dei grandi palcoscenici fatta da Moro e Seck. Quest’ultimo, unico superstite dell’attuale pacchetto attaccanti del nuovo roster ferrarese. Che tuttavia rimane aggrappato al proprio gioiello d’annata, quel 2002 in prestito dal Milan alla prima reale stagione – da titolare – con gli adulti.

La strana coppia


Quando Lorenzo Colombo stava per nascere, il suo attuale partner d’attacco Federico Melchiorri era già una delle stelle del settore giovanile del Tolentino. Un gap generazionale che soltanto il calcio può nascondere. Uno è alla Spal per crescere e scoprire la malizia di potersi giocare un campionato da protagonista sognando un ritorno a Milanello non solo di passaggio. L’altro si trova a Ferrara da grande professionista, ben inserito nel contesto nonostante il suo arrivo qualche mese fa sia stato solamente dettato da un’opportunità di mercato per far uscire Murgia (verso Perugia) col classico scambio d’incastro per tutte le parti in causa.

L’avventura sul campo di Melchiorri è sostanzialmente iniziata proprio contro la sua ultima squadra, l’1 novembre scorso. Da quel momento la punta, che vanta quasi 200 presenze in B, ha trovato spazio nelle rotazioni di Clotet segnando 2 reti, entrambe in trasferta, contro Cremonese e Crotone (ultima perla davvero bella e pesante). Il peso della carta d’identità inizia a farsi sentire sulle movenze del giocatore e sulla continuità nei 90 minuti. Ma impegno, serietà e contributo sono valori che Melchiorri propaga a ogni uscita.

Bomber Colombo è il capocannoniere di questa Spal con 6 reti all’attivo, di cui 5 dentro il “Mazza”. L’unico centro esterno è la gemma di Ascoli, decisiva per il successo biancazzurro. La punta mancina ha saltato per squalifica solo la gara di Crotone e fin qui ha messo a referto quasi 1400 minuti, sacrificandosi spesso anche come esterno di destra nella fase difensiva: situazione di necessità che lo stesso Clotet spera di correggere indirettamente col mercato invernale.

RITORNO DI FIAMMA

Inteso come girone. Quello che speriamo possa essere per Pepito Rossi, attualmente in terra toscana a sgambettare in attesa del ritorno agli allenamenti in via Copparo. Il pupillo italoamericano di Tacopina aveva saltato l’ultima gara di Frosinone per un piccolo affaticamento: nulla di grave e situazione quasi fisiologica nel percorso di ricondizionamento. L’impronta di Cosenza e le 5 presenze dalla panchina fin qui devono essere soltanto un assaggio. Perché è pur vero che la Spal dovrà andare a cercar gloria nel mercato di gennaio, ma Rossi va visto a tutti gli effetti come un ulteriore nuovo acquisto.

ESTERNAMENTE

Seck e Latte Lath sono elementi d’attacco che gradiscono gli spazi. Il primo ha visione di gioco racchiusa nella limitante mattonella alta a destra. Latte, invece, oltre a partire da sinistra può lavorare anche al fianco di una prima punta dentro l’area di rigore. Il rientro dell’ivoriano sarà effettivo soltanto a febbraio: nel primo mese dell’anno, infatti, il lavoro fondamentale sarà quello di intensificare la forza muscolare dopo la riabilitazione che nell’ultimo periodo si era resa necessaria post intervento chirurgico in zona adduttore. Latte Lath è una risorsa di questa Spal: il gol al Pordenone e altre giocate sparse fino all’infortunio di Ascoli avevano lasciato buone impressioni.

Seck, dal canto suo, ha giocato tanto: 16 partite nelle quali ha siglato solo 1 gol e dispensato 2 assist. Troppo poco per un calciatore del suo ruolo, che tra l’altro continua a faticare nella fase di non possesso. Va però ricordato che si tratta di un 2001, anch’egli alla prima vera stagione in pianta stabile con i grandi: giusto pretendere tanto, viste le sue doti naturali, ma corretto anche concedere il giusto tempo e non forzare.

Alessio Duatti

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