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Tosi (Coni Ferrara): «Stringiamo ancora i denti, il nostro movimento vale»

Il delegato provinciale analizza il 2021 sportivo e getta uno sguardo alle nuove sfide. Con un ringraziamento ai dirigenti, ai tecnici e contando su una sempre maggiore inclusione 

FERRARA. Come consuetudine, lo sport traccia bilanci alla chiusura dell’anno sportivo, ma questo particolare momento permette di fare alcune riflessioni nella chiusura dell’anno solare. È un modo per esorcizzare anche le paure con cui conviviamo e per guardare al 2022 senza provare quella sensazione di smarrimento vissuta a lungo e a più riprese in questi 22 mesi di pandemia ed in tutti i dodici mesi del 2021.

«Non posso che partire con un ringraziamento molto più grande di quello che esprime il termine - dice il delegato Coni provinciale Ruggero Tosi -: ho toccato in modo diretto cosa sia significato per le società, per i dirigenti ed allenatori, il consentire ai loro atleti di fare attività garantendo il rispetto dei protocolli Covid. Farei davvero un monumento a queste persone, perché hanno fatto più di quanto erano in grado di fare e, anche se non avevo alcun dubbio, ci hanno fatto distinguere nella società civile, ancora una volta, come quel mondo abituato al rispetto delle regole anche quando sembra impossibile farlo».


Risorse

«Nella speranza che il nuovo anno ponga fine a questo stillicidio di risorse umane ed economiche – prosegue il dirigente – chiedo allo sport ferrarese di continuare a stringere i denti per permettere ai nostri giovani di andare sui campi, nelle palestre e nelle piscine: perché questa è l’unica vera panacea ai mali del nostro tempo per le giovani generazioni». Fatta questa premessa, Tosi prova a sintetizzare il quadro dell’anno appena trascorso e cosa si aspetta dal futuro. «Il momento difficile non ha fatto che accentuare, al tempo stesso, sia l’eccellenza del nostro movimento sportivo sia la debolezza espressa dal nostro territorio in termini di sostegno economico alle società. Il caso Spal, anche se si parla di professionismo, credo sia emblematico al riguardo. Capacità di ottenere risultati insperabili senza che il tessuto imprenditoriale locale sia in grado di sostenerli in modo duraturo. Ovviamente non è colpa di nessuno, ma è una fragilità con cui facciamo i conti da sempre e con cui, fortunatamente, le nostre associazioni sportive dilettantistiche hanno imparato a coesistere. Magari non tutti se ne rendono conto ma, in termini di risultati e di movimento sportivo nella sua interezza, Ferrara produce molto di più delle possibilità economiche e strutturali che esprime il settore».

Fatta una analisi generalizzata, Tosi va ora nel dettaglio. «Tornando ai conti ad oggi, per quanto riguarda gli sport di squadra, calcio, pallacanestro, pallamano, rugby, hockey ci vedono posizionati in un ambito di assoluta dignità che a mio parere non fa altro che mettere in luce la lungimiranza e la serietà di chi deve far quadrare i conti con il massimo livello agonistico raggiungibile. Parlando d sport di squadra comunque si può fare un distinguo per il basket ed il calcio. Da una parte il sano agonismo campanilistico che sta vivendo la pallacanestro in serie A2 con Ferrara e Cento, potrebbe essere uno stimolo importante per raggiungere il massimo campionato anche se, va sottolineato, il livello che abbiamo già oggi, anche nei settori giovanili, è di assoluto valore. Dall’altra la Spal è chiaramente in un momento di transizione; siamo lontani dai fasti della serie A ma in tutta onestà l’abito che vestiamo oggi, se consolidato da risultati all’altezza della categoria, potrebbe essere quello più consono alle nostre caratteristiche. Possono annoverarsi come risultati di squadra anche le grandi soddisfazioni ottenute dalla ginnastica sia artistica che ritmica. Promozione in serie A1 della PGF, con la successiva ciliegina sulla torta grazie a Steven Matteo campione italiano junior e vittoria della Putinati nel campionato italiano Gold open, senza scordare i risultati a Tokio ed ai mondiali delle nostre due farfalle ferraresi d’adozione Maurelli e Santandrea, nonostante l’annoso problema impiantistico con cui deve fare i conti».

In evidenza

«Sugli scudi anche canottaggio e canoa – continua il delegato Coni – trainati dagli olimpionici Luca Rambaldi e Marta Bertoncelli. Gli junior cussini Pappalepore e Gilli pluricampioni europei e mondiali da una parte e la stessa Marta Bertoncelli assieme a Elena Borghi dall’altra, testimoniano un movimento di assoluto valore. Infine l’exploit in atletica di Iliass Aouani, unico atleta nella storia capace di diventare nella stessa stagione campione italiano nel cross e nei 10000 sia in pista che in strada oltre che nella mezza maratona grazie al suo immenso talento, ma anche grazie al supporto tecnico e non solo del nostro Massimo Magnani. Il nome Magnani ci obbliga ad aprire un’altra parentesi non di poco conto, se si pensa che dietro alle imprese di Marcell Jacobs e della staffetta 4x100 alle olimpiadi, c’è un abile tessitore che si chiama Marcello Magnani. Il suo lavoro di manager nell’ombra non è passato inosservato per chi vive nello sport, perché è innegabile che il cambio di passo di molti suoi assistiti è arrivato certamente con la sua gestione anche in parte tecnica. Ma lo sport non è solo “lustrini”, anzi, il più delle volte la maggior parte del volume di fuoco arriva lontano dai riflettori. Nel nostro territorio ci sono federazioni come ad esempio la pesca sportiva, le arti marziali e le bocce che hanno una vitalità invidiabile, sono sempre molto presenti con tante iniziative e tanta attività. Sono indubbiamente linfa vitale del tessuto sociale sportivo da tenere ben presente».

Il tema

«Chiuderei questa disanima - va ad esaurire Tosi - con un tema trasversale che per Ferrara fortunatamente non rappresenta solo uno slogan, con cui tanti, troppi si riempiono la bocca, perché è diventata una ormai consolidata realtà. Sulle orme del Canoa Club, capostipite nostrano dell’attività paralimpica da ormai oltre trent’anni, sempre più federazioni e società stanno percorrendo la strada dell’integrazione come valore fondante sportivo ed ora Ferrara, in questo ambito, ha nulla da invidiare a qualsiasi altra provincia. Per il prossimo futuro ci sono alcune incognite che certamente andranno ad impattare con il movimento sportivo; mi riferisco principalmente alle risorse che il Pnrr ha destinato all’impiantistica sportiva e che mi auguro abbiano una ricaduta positiva anche sul nostro territorio perché ne abbiamo tanto bisogno, ma parlo anche della riforma dello sport che è in via di definizione e che riguarderà pure la fiscalità delle società sportive. La linea intrapresa sembra voglia porre fine all’eterna diatriba dei compensi degli operatori sportivi, che significherebbe assoggettare queste prestazioni alla contribuzione previdenziale. In tutta onestà non sono in grado di dare un giudizio al riguardo perché il quadro è talmente vasto ed articolato che richiederebbe, probabilmente, una differenziazione che continui a salvaguardare lo sport di base ed il volontariato sportivo. Noi e mi rivolgo a tutte le nostre federazioni e alle nostre società, sappiamo che dobbiamo continuare a rimboccarci le maniche, puntando e magari riuscendo ad ottenere dei risultati di prestigio, perché come sempre sono un traino importante per avvicinare i giovani allo sport».

Per l’anno nuovo è consuetudine esprimere un desiderio… «Come Delegato Coni avrei due desideri da aggiungere a questo quadro generale e che mi auguro si delinei anche nel 2022 nel segno della continuità. Come primo, mi piacerebbe molto che il traino nazionale del tennis di alto livello riuscisse ad innescare una miccia in grado di far sbocciare anche a Ferrara qualche atleta che possa arrivare nel circuito. Per il secondo invece, credo sia arrivato il momento di tornare ad avere anche nel nuoto degli atleti che si distinguano in campo nazionale ed internazionale. Per questo mi auguro che la recente riprogrammazione che si è data il settore dia davvero buoni frutti. Per il resto, buon sport a tutti».

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