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Spal, Venturato ferma il Benevento: un punto che pesa

L'esultanza dopo il gol / foto Filippo Rubin

Il nuovo allenatore debutta con un pareggio in extremis. La squadra rischia il ko ma poi punisce la presunzione ospite

FERRARA. Un mese dopo, quasi giorno per giorno. La Spal è tornata in campo riassaporando il clima del campionato dopo la lunga sosta "per Covid" giustamente imposta alla serie B con il posticipo - a suo tempo - dell'ultima di andata e della prima di ritorno. Nulla di risolto (vedi ulteriori tanti rinvii) ma questo è il quadro.

Biancazzurri oggi pomeriggio (16 gennaio) al "Mazza" per la prima di mister Venturato, nel frattempo subentrato a Clotet, il "Ferguson" (Tacopina dixit) spallino che le festività hanno fatto cadere in disgrazia. Così è il calcio, mobile come la donna. Avversario di turno il super Benevento, orfano del ribelle bomber Lapadula (e dategli torto... La serie A la merita alla grandissima) ma con a disposizione un Forte ed un Farias in più. Scusate se è poco.


Venturato disegna la sua Spal (priva degli indisponibili Rossi e Peda, ed accessoriamente di Ellertsson e di un Latte Lath purtroppo fuori da tempo) con l'amato e logico 4-3-1-2. In porta c'è il riesumato Thiam, i neo-acquisti Meccariello e Finotto vanno rispettivamente in panchina ed in campo (a sorpresa): la punta non giocava dall’inizio da oltre un anno.

Spal contratta, Benevento dominante: 64% di possesso palla, 4 angoli a 0, e due occasioni (Moncini, a lato; Acampora, tiro deviato e fuori di poco) nei primi dieci minuti. I biancazzurri rispondono col primo squillo al quarto d’ora, quando la palladi Tripaldelli diventa assist per Da Riva che solo davanti a Paleari batte radente di sinistro trovando la risposta del portiere col piede. Grande chance. La gara sembra equilibrarsi un po’ ma il Benevento è sornione e quando sviluppa gioco appare chiaramente superiore. Così passa: palla dentro di Acampora dal centro-sinistra, Moncini fa velo e inganna Vicari, la sfera passa e verso il secondo palo Mora è in ritardo nella chiusura su Tello che da due passi scaraventa dentro. Si fa assai complicata. E gli ospiti sfiorano ripetutamente il 2-0, in particolare con Acampora (palo con sberla da fuori, poi dribbling e battuta con salvataggio in extremis di Vicari).

Gol mancato(i), gol subìto? Quasi. Ma prima Paleari manda sul palo il destro di Da Riva, poi la barriera devia la punizione di Viviani. Ma all’intervallo c’è ancora vita, anche perché Moncini spara sulla manona di Thiam invece di servire in mezzo il solissimo Tello.

Ripresa di volontà e qualche buona iniziativa. Al 15’ dentro Seck per Finotto. La gara resta aperta perché il Var annulla il 2-0 di Moncini e perché Caserta toglie il migliore (Insigne). Così sul bel cross del subentrato Crociata serve un reattivo Paleari per dire di no alla capocciata di Colombo. Ancora il portiere in corner sul destro di Viviani. Il gol sarebbe nell’aria, e gli ulteriori tre cambi (contemporanei) di Venturato danno nuova benzina. Un pasticcio in uscita del Benevento frutta una carambola che innesca Seck. Un po’ pistazina in area, ma la mette in mezzo, una deviazione la fa pervenire a Da Riva che piazza il destro sinonimo di pareggio. Meritato, ci sentiremmo di dire, per la capacità di aggrapparsi al match, di crederci, per l’orgoglio, per l’andare oltre il disagio di condizione e punire la presuntuosa sufficienza del Benevento. Ci potrebbe anche stare la vittoria (quasi autogol di Glik su Melchiorri) ma non esageriamo. È un punto che vale.

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