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Spal, senti Cervellati: «Thiam ha risposto e dei tre è il migliore. Non serve un altro»

Il grande ex ritiene che prima di Venturato la gestione dei guardiani sia stata sbagliata e che il problema non fosse e non sia tra i pali 

FERRARA. Cervellati, lo sa cosa diceva Michel Platini quando era c.t. della Francia?

«Affermava che la convocazione dei portieri la lasciava decidere al loro preparatore, Joel Bats, come poi la scelta del titolare e della riserva».


Bravissimo, ricorda perfettamente tale aneddoto. Platini sosteneva di non intendersi di portieri...

«Beh, insomma. Ma capisco dove si vuole arrivare».

Sì, eccoci. Chi meglio di un (ex) portiere come lei per analizzare la situazione dei guardiani spallini ed in particolare il Thiam riabilitato?

«Ho le mie idee, tra l’altro ero allo stadio per le due gare contro Benevento e Pisa. Ma c’è un discorso “a monte”».

Lo sviluppi pure.

«Ecco, io credo che nel girone di andata la Spal abbia gestito molto male la questione portieri. Tutti e tre sono stati messi in discussione, spesso al primo minimo errore. Se poi all’inizio c’era fiducia in Thiam come titolare, allora tale fiducia gli è stata tolta molto velocemente. Qualcosa avrà sbagliato, però si è esagerato. Dopo Terni si disse che nemmeno un dilettante avrebbe preso quel gol, ed invece non era così: è stato sì un gol dalla distanza, ma di quelli che si possono incassare. Demba può avere avuto qualche responsabilità, ma da qui a crocifiggerlo...».

In realtà era stato proprio mister Clotet, nella circostanza, a delegittimarlo.

«Sì, ricordo. Un modo per scaricarsi dalle colpe, ma certe cose l’allenatore avrebbe potuto dirle in spogliatoio e non nelle interviste. Poi ha cercato di ritrattare, ma il danno era fatto. Dopo, Thiam qualche errore lo ha commesso, conseguenza di quelle frasi. E tutti sono entrati nel frullatore».

In che senso?

«Seculin ha iniziato bene, poi dopo un paio di incertezze non faceva più al caso. Pomini il suo lo ha fatto, però già un mese e mezzo fa si è iniziato a dire che alla Spal serviva un altro portiere. Ciò ha pesato sul rendimento e gli stimoli di tutti e tre, che si sono sentiti sfiduciati. Qualche errore lo hanno compiuto ma non ho visto disastri. Ripeto: c’è stata una gestione sbagliatissima».

Venendo a Thiam?

«Clotet ad un certo punto lo ha messo in disparte e ciò può aver fatto bene al ragazzo. Nel senso che ha avuto uno stacco totale, pensava di essere fuori dai giochi e ciò lo ha alleggerito da ogni responsabilità. Ora, Venturato gli ha ridato fiducia, inaspettatamente perché chi poteva immaginare che Thiam - dopo quanto successo - venisse riproposto in due gare come quelle con Benevento e Pisa? Lui comunque ha risposto molto bene. Direi che è un portiere ritrovato. Non è il problema della Spal, come non lo era prima. Thiam è paragonabile ad altri guardiani di altre squadre di questo livello. Chi c’è di migliore? Paleari è il più forte, ma poi? Se la Spal ha pensato o pensa di ingaggiare un nuovo portiere, poteva sì andare bene Falcone, o Brignoli. Ok, ma cambiano anche le cifre. Ha senso fare un’operazione del genere? Per me, no. O hai la disponibilità e compri sia il portiere che gli altri giocatori che ti servono, oppure ottimizzi le risorse e ti concentri solo sulle altre scelte».

Che pensa di Thiam?

«Dei tre portieri della Spal è quello con più potenziale, perché ha mezzi fisici che gli altri non possiedono. E al giorno d’oggi la fisicità conta più della tecnica, serve “coprire” la porta. Per me la Spal deve andare avanti con Thiam, che dal canto suo deve migliorare in due aspetti: nella gestione dei palloni lunghi, e mentalmente. È più facile rientrare che poi avere continuità, nel senso che gli capiterà di sbagliare qualcosa e sarà lì che dovrà crescere: per ambire a certi palcoscenici dovrà evitare di andare un po’ in confusione come gli era accaduto con quanto capitato. Ma per la Spal attuale non serve un altro portiere».

Come ha visto la squadra?

«Molto meglio. Più quadrata, con distanze inferiori tra i reparti ed una buona fase difensiva. Venturato sta lavorando anche sul piano fisico, la Spal era venuta meno sul fondo e si vedeva. Il nuovo allenatore la sta mettendo a posto».

Prospettive?

«Non credo ci siano problemi di salvezza. Bisognerà gestire bene le trasferte con Pordenone e Vicenza, e fare punti. Ma se la Spal ingrana, e con l’inserimento di due pedine, può diventare la sorpresa del girone di ritorno. Non dico che possa rientrare nella zona play off, perché la distanza è notevole e la competizione accesa, però potrà fare molto bene».

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