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Spal, quegli ultimi secondi che valgono la salvezza che però va conquistata

A Perugia, col Cosenza e lunedì a Brescia tre pareggi al 94’, al 93’ ed al 95’. Situazione di vantaggio ma la lotta con Alessandria e Cosenza resta aperta

FERRARA. Vacci a capire qualcosa. Ogni turno una (?) sorpresa. Così, se si pensava che alla Spal potessero bastare 4 punto, nelle ultime tre gare, per arrivare alla salvezza senza dover giocare i playout, adesso ci sarebbe di che scervellarsi a far di conto. In assoluto non ne vale la pena, anche perché poi non vi sarebbe rispondenza pratica. Qualcosina però bisognerà pur guardare.

Il quadro. Intanto diciamo che la Spal in questo mini torneo conclusivo è partita bene. Il punto strappato a Brescia fa brodo eccome: risultato utile esterno, in situazione di difficoltà, sul campo di una pretendente alla serie A, il tutto corredato da buona e sostanziosa prova complessiva e collettiva, e da spirito indomito che ha impedito di arrendersi quando la messa pareva ormai celebrata. Ma al contempo cosa accade? Che l’Alessandria (due pali e una traversa...) pareggia con la Reggina - e ciò va benone per i biancazzurri - ed il Cosenza batte il Pordenone: va molto meno bene, ma era ampiamente previsto.


A due turni dalla conclusione della stagione regolare la classifica dice: Spal sestultima a quota 36; Alessandria 33; Cosenza 31. Quindi i biancazzurri sarebbero salvi ed il play out (andata e ritorno) sarebbe Cosenza-Alessandria. Il quadro resterà questo?

Alla Spal restano il Frosinone (sabato a Ferrara) e poi la trasferta di Benevento. Per arrivare ai 4 punti di cui si diceva, ne restano 3. Intascandoli, la squadra di Venturato chiuderebbe a 39. A priori non sufficiente per sentirsi preventivamente al sicuro. Perché l’Alessandria può potenzialmente arrivare a sua volta a 39 (e sarebbe avanti per gli scontri diretti), ma vincendole entrambe: a Parma affronterà una squadra che dopo un campionato orribile non potrà permettersi di chiudere sbracando in casa, e all’ultima col Vicenza dipenderà tutto dalla retrocessione acquisita o dalle speranze ancora vive dei biancorossi.

Quanto al Cosenza, se fa due su due termina a 37. Ma la prossima è a Pisa, bisognerà vedere se i nerazzurri “ci mollano” dopo il ko di Lecce che ha chiuso il discorso promozione diretta. Poi, vabbè, l’atto conclusivo - in casa, col Cittadella - è fin troppo pronosticabile.

Cosa ne verrà fuori è veramente nel grembo di Giove. Epperò, come dicevamo, allo stato nulla dice che arrivando a 39 la Spal eviterà i play out. Prima di guardare alle varie combinazioni, sulla scorta dei risultati altrui, sarà bene pensare solo a se stessi e mettere immediatamente in cascina più fieno possibile. Una vittoria sul Frosinone sarebbe il massimo, in tutti i sensi.

Punti d’oro. Partita difficilissima, ma non un Everest. Perché la Spal vi arriverà non dopo essere rovinata a valle, bensì corroborata dall’ossigenante stazionamento al campo base di Brescia. I biancazzurri sono passati dalla disperazione al delirio. Questione di secondi: la differenza tra caduta e salvezza.

A parte l’impatto sulla classifica, trattasi di condizioni ideali dal punto di vista morale. Il punto e soprattutto il modo in cui è arrivato avranno dato una carica incredibile. Con tutti i difetti che ha, con il campionato deludente che ha condotto, con una personalità che non si eleva sopra la media, la Spal versione Venturato ha però un merito: riesce ad aggrapparsi anche ad un filo di speranza. Pareggio al 94’ a Perugia (gol di Latte Lath), al 93’ con il Cosenza (Esposito), al 95’ l’altra sera a Brescia (ancora il salvifico Latte Lath). Senza dimenticare i... pareggi all’87’ (Da Riva) col Benevento ed all’86’ (Rossi) contro il Crotone. Ultimi minuti, spesso ultimi secondi, sinonimo di punti al momento decisivi.

L’agente punge. In tal senso l’uomo-copertina è Emmanuel Latte Lath. Impattante appunto a Perugia ed a Brescia, giocando una ventina di minuti in Umbria ed una mezz’oretta lunedì. Il che, ieri, ha reso pungente il suo agente - Matthias Veneroso - che ai media nazionali ha dichiarato: «Ema ha risentito dal punto di vista fisico dell’infortunio occorsogli a novembre. Ma non so perché non venga impiegato con continuità, magari il mister ritiene che sia più utile a partita in corso. Ma certamente è un giocatore che per dare il meglio ha bisogno di continuità. Grazie anche ai gol di Ema la Spal è ancora viva. Per quanto riguarda il futuro ha ancora due anni di contratto con l’Atalanta, vorremmo poter trovare un percorso di lavoro dove possa continuare a fare ciò che ha fatto. È cresciuto, deve proseguire. Tornerà all’Atalanta e poi si vedrà».

L’importante è che da qui alla fine lasci ancora il segno.

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