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Fabio Capello a Ferrara. La sua presenza ulteriore motivo per infondere carica

Il grande ex torna in città su invito del presidente Tacopina e questa sera animerà un incontro al Teatro Nuovo 

FERRARA. Giù il cappello. Don Fabio torna in città e davanti alla storia ci si inchina. Fabio Capello è “il” calcio. Nazionale, internazionale. E spallino, ovvio. Fiore all’occhiello di Paolo Mazza, allievo di Oscar Massei, pupillo di Gibì Fabbri e simbolo della spallinità. Di cui, a distanza di decenni da quei mitici ’60 che lo videro assurgere in maglia biancazzurra ai massimi palcoscenici, non ha mai nascosto - ripetutamente, pubblicamente - la sua partecipe appartenenza.

LA SERATA


Capello (di nuovo) a Ferrara, dunque. Sarà qui oggi, su invito del presidente Joe Tacopina, per partecipare ad una serata a tema, a lui dedicata. Appuntamento alle 18.30 al Teatro Nuovo, con Capello che racconterà il suo percorso calcistico, gli anni spallini e molto altro ancora.

Una visita, speciale e graditissima, che cade alla vigilia della partita che la Spal giocherà domani alle 14 al “Mazza” contro il Frosinone. Un motivo in più, la presenza di Capello, per motivare e caricare l’ambiente in vista di un match di fondamentale importanza, forse decisivo, per le sorti biancazzurre. Tra l’altro, l’ultima volta in cui Capello venne a Ferrara - nell’autunno del 2016, il 31 ottobre - poi la Spal strapazzò l’Avellino (3-0, tripletta di Antenucci). Che possa essere di buon auspicio.

BASTA UN PUNTO SE...

Domani alla Spal, per fare festa (nel senso: per essere matematicamente salva), potrebbe bastare anche un punto. In tal caso, sarebbe sufficiente che l’Alessandria perdesse a Parma. I biancazzurri salirebbero a quota 37 punti, i grigi resterebbero a 33 e se anche il Cosenza vincesse a Pisa e quindi col Cittadella, e se poi all’ultima giornata la Spal perdesse a Benevento e l’Alessandria battesse il Vicenza, la classifica finale direbbe: Spal 37, Cosenza 37, Alessandria 36. I biancazzurri sono in vantaggio sui calabresi negli scontri diretti, quindi si salverebbero, mentre il play out sarebbe Alessandria-Cosenza.

È solo uno scenario. Una delle tante possibilità. Non scartiamola. Ma non ragioniamo nemmeno con una visione minimalista.

EQUILIBRIO

La Spal non può e non deve fare calcoli a priori. Domani non potrà andare in campo per speculare: in tal caso sarebbe già “fritta”. Dovrà al contrario giocare con decisione e convinzione, per provare ad ottenere il massimo possibile. Senza rischiare di esporsi e di cadere, ovvio. La parola d’ordine dovrà essere una: equilibrio. Grande equilibrio. Mentale e tattico.

Poi servirà un mix di tante altre cosettine: attenzione, concretezza, precisione, pazienza, solidarietà, capacità di soffrire. E magari anche quel pizzico di sorte che non guasta mai, e che bisogna saper provocare perché per grazia ricevuta non arriva in dote. Una partita che può valere una stagione. E che per questo motivo la Spal dovrà saper interpretare al meglio. Come talvolta (in ultimo a Brescia)ha dimostrato di saper fare, anche in emergenza.

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