Contenuto riservato agli abbonati

Spal tra Pep, Venturato ed i guizzi di “Latte”: storia di una salvezza da montagne russe

Missione compiuta, il successo con il Frosinone ha permesso ai biancazzurri di arrivare al traguardo ma è stata una stagione complicata

Ferrara. Aver salvaguardato una categoria importante come la serie B è già di per sé una cosa di spessore. Esserci riusciti in un difficile anno di transizione potrà rivelarsi ancor più prezioso se il progetto di Joe Tacopina decollerà nei prossimi mesi. Obiettivo raggiunto, sollievo generale, corretta celebrazione dell’happy ending nel colorato pomeriggio del “Mazza”, ma anche piena consapevolezza che il prossimo anno i recenti sorrisi di Brescia e col Frosinone dovranno verificarsi più spesso. Perché anche l’ultima annata – dopo le recenti due deludenti – è stata rivedibile.

ENTUSIASMO PEP


Eppure il tutto era cominciato sotto i migliori auspici. Con la ricerca del target salvezza da parte di una squadra giovane, per certi versi operaia e carica di quell’entusiasmo generato dall’arrivo in città di Tacopina, del giovane tecnico catalano dall’interessante percorso formativo e di quasi 20 giocatori nuovi rispetto alla precedente stagione (la maggior parte giunti in extremis poco prima del via al campionato). La Spal approccia bene la stagione divertendosi in casa propria (5-0 al Pordenone, 1-1 col Monza, 3-2 al Vicenza) ma incappando in tre sconfitte esterne, a onor del vero non totalmente meritate. Ma spesso nel calcio episodi e destino si compensano, così i biancazzurri trascorrono un ottobre da sogno rimontando nel fortino del “Mazza” i finali delle partite con Parma e Como e portando a casa 4 punti (senza subire reti) dalle dure trasferte di Cittadella e Ascoli, con un Colombo in quel momento in fiducia totale.

ARRIVA IL FREDDO

Nella maniera più incomprensibile possibile, la Spal inizia ad arrancare. Davanti agli occhi della scommessa Pepito Rossi arriva la prima sconfitta casalinga (1-2) col Perugia: ne seguiranno poi altre tre filate, nell’incredulità generale. Una di queste arriva con l’Alessandria (2-3) dopo il discreto pari di Cremona. Clotet capisce il momento e si presenta con grande umiltà al doppio scontro diretto in terra di Calabria riassettando la Spal in maniera pratica, tra modulo e uomini. A Cosenza e Crotone l’esperienza e il fiuto del gol di Rossi, Mancosu e Melchiorri generano 6 pesanti punti, che si riveleranno decisivi. In casa, invece, non c’è niente da fare: il Lecce dello scatenato ex Strefezza e un Brescia cinico e spietato non perdonano. Nel mentre Clotet – che fino a quel momento aveva fatto bene ciò che gli era stato chiesto col materiale a propria disposizione – lancia più di un segnale alla società, chiedendo rinforzi per salvarsi tranquillamente e provare lo strappo finale verso il playoff. Intanto il Covid imperversa su tutta la cadetteria: la Spal ne fa le spese crollando (4-0) a Frosinone e trascorrendo le festività in quarantena totale.

IL BOTTO DEL 2022

Il nuovo anno si apre con la clamorosa notizia dell’esonero di Clotet (non per i risultati, ma per le differenti visioni sul progetto proprio a ridosso del calciomercato invernale) con Tacopina che affida tutto a Venturato. L’arrivo dell’ex tecnico del Cittadella, alla sua prima esperienza dopo le magie in terra padovana, genera aspettative decisamente più alte rispetto alla realtà dei fatti. La finestra dei trasferimenti vede le uscite di Seculin, Spaltro, Coccolo e Piscopo. Il club si priva anche di Seck (al Torino), mettendo dentro tre conoscenze del neo mister come Alfonso (il quarto portiere della stagione), Vido e Finotto. Pinato e Zanellato diventano i nuovi del centrocampo, ma il vero acquisto top è Meccariello (necessario, in virtù del costante calo di Vicari). Tarantino e Zamuner tentano di trovare un’alternativa all’insostituibile Dickmann, ma Almici delude e Pabai è un oggetto misterioso.

il saliscendi

Si prosegue tra alti e bassi. Venturato tenta di istruire i suoi concetti da 4-3-1-2, ma il fitto calendario non lo aiuta. Con orgoglio la Spal non perde in casa contro Benevento e Pisa, ma non riesce a vincere a Lignano col Pordenone. La fiducia crolla dopo i 7 gol presi tra Monza e Reggina. Il pareggio di Vicenza, la vittoria con la Ternana e l’altra successiva sberla di Parma (4-0) sono la fotografia dell’incomprensibile rendimento di squadra. Che a marzo sembra comunque aver raggiunto la serenità grazie ai punti tra Como, Cittadella e Perugia. Al momento di chiudere la pratica succede l’inimmaginabile: gli estensi perdono a Lecce ma soprattutto non riescono a vincere nessuna delle tre gare con Alessandria, Cosenza e Crotone (salvandosi due volte nel finale). Clima di tensione, i calcoli presentano lo spettro del playout. Ma il lampo di Latte a Brescia (dopo quello di Perugia) e il dominio sul Frosinone davanti ai 7.000 del “Mazza” sanciscono la salvezza spallina, con 39 punti (8 vittorie, 15 pareggi, 14 sconfitte).



© RIPRODUZIONE RISERVATA