Viale Cavour, la culla del liberty

Chiuso il Panfilio, divenne la passeggiata per eccellenza costellata da ville eleganti

Viale Cavour era considerato la porta della città, in particolare per chi proveniva dalla Stazione, e venne anche assunto a passeggiata dai ferraresi lungo la strada che fu alberata con aiuole tra una pianta e l'altra. Il percorso (vedasi in proposito la bella guida “Itinerari di Ferrara moderna” di Lucio Scardino realizzata nel 1995 e che meriterebbe una riedizione con aggiornamenti) vedeva all'inizio, partendo dalla Stazione, le famose ville in stile Liberty, alcune delle quali ancora presenti altre scomparse per far posto ai grandi palazzi. Ancora oggi al numero civico 149 possiamo vedere Villa Fano realizzata nel 1912 da Barbantini e Mazza. Al numero 184 c'è Villa Melchiori, senz'altro la più bella di tutte, realizzata nel 1904 da Ciro Contini per il floricoltore ferrarese, con finestre a cerchio come pure l'ingresso, con il ferro battuto con ritmi floreali di Augusto De Paoli e le decorazioni floreali scolpite nel cemento di Arrigo Minerbi. Al 194 del viale troviamo Villa Amalia, sempre del Contini, costruita nel 1905 per l'industriale metallurgico Paolo Santini, vi sono ferri battuti sempre di De Paoli e le belle decorazioni in ceramiche colorate della Manifattura Fontebuoni di Firenze. Il villino Masieri-Finotti è invece al numero 112 ed è stato costruito nel 1908 su progetto di Ciro Contini; ora una targa all'interno ricorda che fu la casa di Nello Quilici e Mimì Buzzacchi Quilici e qui vi nacque nel 1930 lo scrittore e regista Folco Quilici.

Nel 1907 in quello che allora si chiamava Giardino Margherita, venne eretto il monumento a Giuseppe Garibaldi realizzato dallo scultore Tullo Golfanelli. La cosiddetta “salita del Castello” (attuale largo Castello) subì negli anni vari rifacimenti sino a vederla come è oggi con la Camera di Commercio (realizzata nel 1926-29 su progetto dell'ingegner Sesto Boari) e con il Palazzo dell'ex Borsa dall'altro lato. Dal 1913 al 1931 vi fu un ribassamento del piano di calpestio e l'allargamento della strada; all'angolo con corso Ercole d'Este fu abbattuto un piccolo edificio che conteneva prima una tipografia, poi il caffè Eden e infine il cinematografo Edison del 1907, per realizzare l'edificio camerale progettato da Sesto Boari.

I primi anni del Novecento furono anche segnati dalla costruzione di molte scuole quasi tutte progettate da Giacomo Duprà, ingegnere capo del Comune di Ferrara; il motivo va ritrovato nella normativa della legge sull'istruzione obbligatoria che chiedeva nuove aule per la popolazione. Un ultimo dato: dai censimenti il Comune di Ferrara (tra città e forese) risultava nel 1901 avere 82.356 abitanti che crescevano a 107.618 nel 1921 dei quali 42.146 residenti in città; il 31 dicembre del 2011 gli abitanti erano 135.444. (f.z.)