Occhiobello applaude con convinzione Due donne che ballano

Il pienone delle "grandi occasioni", per la "grande occasione" di assistere all'atteso appuntamento con la prosa del Teatro Comunale di Occhiobello. La proposta offerta dal Centro d'Arte...

Il pienone delle "grandi occasioni", per la "grande occasione" di assistere all'atteso appuntamento con la prosa del Teatro Comunale di Occhiobello. La proposta offerta dal Centro d'Arte Contemporanea Teatro Carcano dal titolo: “Due donne che ballano”, ha visto in scena due “primedonne” del teatro italiano; la milanese Arianna Scommegna, vincitrice del Premio Ubu 2014 come miglior attrice/performer, e la stientese Maria Paiato da anni fuoriclasse indiscussa in ambito teatrale e cinematografico. L'allestimento presentato non ha tradito le attese, sia per le straordinarie capacità interpretative delle due protagoniste, quanto per un impianto registico brillantemente orchestrato da Veronica Cruciani.

Una storia di vita quotidiana in una commedia drammatica scritta da Josep Maria Benet i Jornet, che mette a confronto due donne (che si detestano perché somiglianti), imprigionate entrambe dalla solitudine. La Paiato è un'anziana signora collezionista di giornalini a fumetti - a ricordo della sua gioventù - isolata e furiosa col mondo, con trascorsi di vita familiare e lavorativa negativi. In lei dimora la paura di un futuro incerto con l'angoscia di venire travolta da una inesorabile malattia che la renderebbe incapace di intendere e di volere. D'altro canto però si manifesta in lei la consapevolezza irragionevole, di una collettività che è in grado di prolungare la vita degli esseri umani ma è incapace di offrire un'esistenza decorosa per gli anziani.

Le fa da specchio la Scommegna, ex insegnante di lettere innamorata dei libri, animata dal forte astio nei confronti degli uomini e segnata da un terribile lutto familiare - la morte fortuita di suo figlio di sei anni - che si trova a fare da domestica-badante all'anziana signora. Per lei l'incontro diventerà di vitale importanza visto che la durezza della vecchia signora l'aiuterà a relazionarsi col mondo che la circonda. L'intrigante partita giocata tra le due donne-attrici non concede alla platea di distogliere l'attenzione o di astrarsi in qualche modo. Tutto si svolge nell'immediatezza e ad un ritmo recitativo tecnicamente impressionante, con gli spettatori in attesa dell'attimo in cui l'immancabile rivelazione cadrà sull'una o sull'altra protagonista. In attesa del finale, con la logica conseguenza del magistrale tragicomico suicidio che sconfiggerà l'interminabile notte di due vite annientate.

Vincenzo Iannuzzo