La passione di Samaritani si chiama foto dipinta

È fra i pochi al mondo che interviene artisticamente sui propri scatti «Iniziai a 15 anni e non conosco altre persone che mettono su tela le loro foto»

di ANDREA MUSACCI

P. iù di trent’anni nel mondo dell’arte, a contatto con le ramificazioni più disparate della creatività. Eppure, a 53 anni, un desiderio vivo di esplorare nuove forme di espressione.

Andrea Samaritani è fotografo, giornalista, regista, pittore e curatore. Centese, classe 1962, collabora tra gli altri con Bell’Italia, Il Venerdì di Repubblica, L’Espresso, Panorama e Qui Touring, oltre ad occuparsi del viaggio a puntate “Le stanze dell’arte ferrarese” incontrando e raccontando la vita dei principali artisti di Ferrara e provincia, in esclusiva per il nostro quotidiano. Come autore ha all’attivo più di 50 libri fotografici, e nel ’90 ha fondato, con Paolo Righi, l’agenzia Meridiana Immagini.

Abbiamo approfittato dell’occasione di un incontro andando a trovarlo nel suo studio in via Orsini a Cento, dove lo zio, il monsignore Antonio Samaritani (1926-2013), ha vissuto i suoi ultimi vent’anni.

«Qui c’è il mio ciclo produttivo degli olii su tela e delle fotodipinte», spiega Andrea.

Già, le fotodipinte. Dal 2006 ha deciso di cimentarsi in questa espressione artistica. A tutt’oggi ne ha realizzate la bellezza di circa 1.600.

«Iniziai a dipingere a 15 anni, facendo quattro o cinque tele», precisa.

Una di queste, chiamata “L’ineluttabilità del conflitto”, è un’opera dechirichiano-pacifista dell’81.

«A 20 anni - prosegue Samaritani- iniziai con le foto, e grazie a Roberto Roda feci la mia prima mostra, con catalogo».

Ci spiega, poi, come siano pochi ad aver fatto le fotodipinte. Andy Warhol, Mario Schifano, Gianluigi Toccafondo, tra i più famosi.

«Saranno una ventina in tutto il mondo. La cosa incredibile, che io sappia, è che nessuno le realizza usando le proprie foto, quindi io sarei il primo...», dice Andrea.

Nel 2011, Graziano Campanini scrisse che Samaritani le foto, dipingendole, “non le ritocca ma le trasforma”. Basti pensare alla serie sul Po, una cui mostra, “Omaggio al Po”, è visitabile ancora fino ad oggi al Museo Archeologico ed al Pub Ariosto di Stellata, della quale a breve uscirà il catalogo.

I progetti in cantiere per Samaritani sono diversi, a partire da una serie dedicata al tema del volo, che porterà avanti per tutto il 2016.

«È un tema poco valorizzato nella storia dell’arte, e intendo declinarlo in modo positivo, solare. Sto riflettendo, infatti, su come nell’arte dominino soggetti cupi e negativi».

C’è poi la serie di fotodipinte dedicate alle piazze d’Italia, che ne comprende già circa 200, e dove ognuna, oltre a monumenti celebri, ha alcune silhouette umane nere in primo piano. Inoltre, dallo scorso 12 febbraio sta partecipando con una fotodipinta ad una collettiva di 25 artisti ferraresi dedicata al martirio di San Sebastiano. L’esposizione, curata da Lucio Scardino, è in parete alla Banca Mediolanum, in via Saraceno a Ferrara.

«E ancora - aggiunge Andrea -, a breve inizierò il mio primo “virtual tour” sulla biblioteca dell’Istituto dei Beni Culturali di Bologna e, in futuro, prevedo di farne altri dedicati a Comacchio, la patria di mio zio e di mio padre».

Insomma, gli argomenti non mancano e la degna conclusione è riservata ai progetti futuri, per i quali si torna ai ricordi: Samaritani racconterà dell’amicizia con un altro centese, Bruno Vidoni...

«Artista imprevedibile, sempre al limite, ma che sapeva anche essere positivo: se sono eclettico, in buona parte lo devo a lui», conclude Andrea.

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