Tassini continua a vivere attraverso le sue opere

Lina Furioli, allieva e compagna, dona ad Argenta 41 quadri del pittore. «Marcello dipingeva l’essenza delle cose, era una meraviglia guardarlo»

FERRARA. Un pittore istintivo e riservato”, artista dandy profondamente ferrarese, schivo e libertino, burbero e imprevedibile. È Marcello Tassini (Ferrara, 05 luglio 1911 - 18 febbraio 1982), recentemente tornato in mostra in seguito alla donazione di quarantuno sue opere (quasi tutte del periodo 1968-1981) da parte di Lina Furioli, sua ultima compagna e modella, al Comune di Argenta, patria della madre dell’artista. Tassini nasce a Ferrara il 5 luglio 1911 da Bianca Marianti e Aldo Tassini. Frequenta il liceo classico “Ariosto” e poi il collegio “Calchi Taeggi” di Milano e il collegio “Polo” di Ferrara. Fin da bambino disegna con grande maestria, non fermandosi nemmeno da soldato in Nord Africa, Albania e Grecia. Giovanissimo riscuote già successi a Ferrara in mostra a palazzo Sant’Anna, al Ridotto del Teatro Comunale, al salone Sacar. Nel 1968 il programma Rai-tv “L’Approdo” gli dedica un servizio, e nel 1953 è tra i protagonisti del documentario “Al Filò” di Florestano Vancini. Nel ’68 conosce l’allora sua allieva Lina Furioli e nel decennio successivo espone varie personali in città, anche se nella sua vita esporrà in tutto il mondo. Muore d’infarto nel suo studio il 18 febbraio 1982. Ferrara gli ha dedicato una rassegna nella sala “B. Tisi” ai Diamanti, mentre nel 2002 Lucio Scardino l’ha omaggiato con una retrospettiva a Bondeno. Molte le mostre a lui dedicate nel 2011-2012. Mitico è diventato il suo atelier, “vero studio d’artista scapigliato”, scrive la cugina Loredana Grossi in un ricordo. Ciò che colpiva era la sua gestualità, le pennellate sicure e disinvolte nell’eseguire magnifici ritratti, nudi femminili sensuali e intensi, ma anche nature morte e paesaggi.

Grazie all’interessamento di Scardino e della Grossi, la Furioli è riuscita a chiudere l’accordo col Comune argentano per la donazione di 34 dipinti e 7 disegni di Tassini, da lei posseduti, a un solo patto: che le opere vengano esposte permanentemente nell’ex chiesa di San Lorenzo del convento dei Cappuccini, dove bisognerà comunque fare lavori di manutenzione sul sistema di sicurezza che, verosimilmente avverrà nel 2017, anno in cui dovrebbe anche uscire un catalogo. Nell’attesa, dal 21 maggio al 12 giugno, il piano terra del centro culturale Mercato (in Piazza Marconi) ospita tutte e 41 le opere per “Marcello Tassini. Un maestro del Novecento ferrarese”. La mostra, a ingresso libero, è visitabile a maggio tutti i giorni in orario 9.30-12.30 e 15.30-18.30, a giugno venerdì, sabato e domenica dalle 15.30 alle 18.30. Inoltre, l’uno giugno al piano terra dello stesso edificio verrà inaugurata la mostra dell’amico Gianni Vallieri, “Omaggio a Tassini”.

Le opere donate e ora in mostra vanno da “Ritratto di Norma” (1952), che compare anche in “Al Filò”, fino a “Nudo con scialle” (1981), ultima tela realizzata da Tassini raffigurante la Furioli, che ci racconta l’incontro col maestro nel suo studio in corso Isonzo. «Marcello dipingeva l’essenza delle cose - ci spiega -, era una meraviglia guardarlo, veder nascere le figure sulla tela, lui andava sicuro con la mano, nemmeno il disegno lo faceva a matita ma direttamente col pennello». Umile e schietto, Tassini disse di sé: «Sono nato pittore, per me la pittura è soprattutto colore, luce, per me ogni volta che dipingo è come fosse la prima volta, ho sempre il timore di sbagliare, di non essere all’altezza, di sporcare la tela. Penso comunque di aver fatto finora della pittura onesta, della vera pittura».

Andrea Musacci

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