Da Caribou a Four Tet, il festival apre nel nome della musica elettronica

La ventunesima edizione di Ferrara Sotto le Stelle si è aperta ieri con Astro Festival, un esordio esplosivo con il meglio del pop elettronico internazionale che è risuonato con forza nel cortile del...

La ventunesima edizione di Ferrara Sotto le Stelle si è aperta ieri con Astro Festival, un esordio esplosivo con il meglio del pop elettronico internazionale che è risuonato con forza nel cortile del Castello Estense prima e in Piazza Castello poi. Ha aperto il concerto alle 19:30 il leccese Populous che immediatamente ha trascinato il pubblico in atmosfere esoteriche e tribali con il suo djset. Il live seguente di Jolly Mare ha scatenato e fatto ballare gli spettatori grazie alla sua italo-disco rivisitata con rimandi a vere e proprie colonne del panorama musicale italiano passato come Pino Daniele, prima di lasciare spazio a Floating Points in Piazza Castello che ha aperto le danze poco dopo le 21:00. Il musicista inglese ha avvolto la piazza di un’indefinita magica eleganza riempiendo meravigliosamente l’aria di sublime jazz e funk rivisitati in chiave elettronica. Un’esperienza uditiva unica fatta di raffinatezza e intimità, grazie a brani come Elaenia e Myrtle Avenue. È stata poi la volta degli Junior Boys, duo elettropop canadese che sin dal loro straordinario esordio nel 2004 con l’album gioiello Last Exit, hanno dimostrato la loro capacità di rimodellare il classico synth-pop in stile eighties, in chiave moderna, sorprendendo pubblico e addetti ai lavori. I loro pezzi - Last Exit, Bellona, Over It - hanno percorso le vene dei presenti rilasciando calore e vibrazioni seducenti creando un unico movimento di corpi, legati tra loro da una viscerale e caldissima essenza. Nella parte avanzata della serata una Piazza Castello inebriata ha abbracciato l’arrivo di Caribou, musicista canadese capace di affascinare il mondo con la sua musica elettronica concepita in un crogiuolo di pop intimista, accenni psych-rock, frivolezze sinth, attitudine freak e sorprendenti dinamiche elettroniche. Un artista che è riuscito a posizionare i suoi lavori nello scorcio dove minimalismo e complessità convivono perfettamente in album che ormai hanno fatto storia come Andorra o The Milk Of Human Kindness. Sun, Odessa, Our Love hanno fatto muovere all’unisono il pubblico insieme al resto del repertorio. Ha chiuso la serata il dj set di Four Tet che ha salutato così un inizio di Ferrara Sotto le Stelle col botto, in attesa dei prossimi imperdibili concerti della kermesse musicale.

Gian Piero Bruno