«Ferrara Sotto le Stelle tra i festival più belli d’Italia» 

Il 6 luglio in piazza Castello arrivano i Thegiornalisti, band italiana del momento Il leader Tommaso Paradiso elogia la rassegna e racconta i prossimi progetti

Il calendario completo del festival

FERRARA. «Ci hanno detto che Ferrara Sotto le Stelle è tra i festival musicali più belli d’Italia: non vediamo l’ora di arrivare». Tommaso Paradiso, frontman dei Thegiornalisti non conosce la città estense ma non vede l’ora di scoprirla e di misurarsi con il pubblico di piazza Castello. Partirà infatti da qui, giovedì prossimo (6 luglio), il loro “Completamente senza estate tour”, che arriva dopo due date sold out a Roma e Milano.

Ferrara Sotto le Stelle

La band romana che nell’ultimo anno si è imposta nel panorama indie-pop italiano ha infilato un successo dietro l’altro. I fan si sono moltiplicati ma da Completamente, passando per Sold Out, Senza, Non caderci mai più, Pamplona (feat Fabri Fibra), fino ad arrivare a Riccione, la loro ultima hit, sono cresciute anche le pressioni e le aspettative. Tra le novità degli ultimi giorni c’è che i Thegiornalisti stanno lavorando alla loro prima colonna sonora. Paradiso in vista del concerto ferrarese si racconta e parte proprio da qui, dal cinema.

Thegiornalisti


«Fare colonne sonore era un sogno nel cassetto, un’aspirazione, un chiodo fisso che avevo fin da quando ho cominciato a fare questo lavoro. Sono quasi più appassionato di cinema che di musica. Mi piacciono le commedie all’italiana, i film di Risi e Scola, quelli con Sordi e Manfredi. Sono proprio un appassionato e quando Fausto Brizzi mi ha proposto di comporre la colonna sonora del suo nuovo film, Poveri ma ricchissimi, ho accettato subito con entusiasmo».

“Pamplona” e “Riccione” sono certo due hit di questa estate italiana. Come sono nate?

«La collaborazione con Fabri Fibra è nata quasi per caso. La mia casa discografica mi ha proposto di collaborare con lui e io, che nutro una grande stima nei suoi confronti, ho accettato. Dalla lavorazione di Pamplona poi è nato un bel rapporto, ora siamo amici. Per quanto riguarda Riccione, penso che le canzoni non si scelgano, quando devono uscire escono. In questi giorni sui social sto leggendo di tutto, insulti e cattiverie nei nostri confronti come se avessimo fatto le peggio cose. Un conto è dire “questa canzone non mi piace”, lo accetto, ma un altro è inveire pesantemente nei confronti di qualcuno».

E a farci caso, succede sempre più spesso.

«Purtroppo sì ed è brutto. Io non sono uno di quelli che si ferma a leggere i commenti e per natura sono abbastanza forte ma, certi post sono proprio pesanti. Sui social vedo tantissime cattiverie e questo, se non lo è già, può diventare un problema. Fino a qualche anno fa non era così. Io sono del 1983, non sono più un “pischello” e mi accorgo di questa aggressività, soprattutto in rete, sempre crescente».

Venendo al concerto. Conosce Ferrara? Avete già stabilito la scaletta?

«Non conosco Ferrara, però mi hanno detto che il festival è tra i più belli d’Italia quindi non vedo l’ora di arrivare. La scaletta è già stata definita, è cambiata rispetto alle date di Roma e Milano. Sarà comunque il nostro solito show, un concerto di musica dal vivo in cui daremo il massimo».

Perché vi siete chiamati Thegiornalisti? Vi sentiti cambiati rispetto agli inizi?

«Non c’è un vero e proprio motivo. Quando da ragazzini stavamo pensando a un nome ci è venuto in mente Thegiornalisti, era abbastanza “indie-sfigato” (ride, ndr) e ci piaceva molto. I Thegiornalisti oggi stanno crescendo, sono più consapevoli. Ci piace guardare avanti e percorrere strade diverse. Ci piace lavorare e confrontarci con gente diversa, non vogliamo fossilizzarci. I singoli usciti in questi mesi? No, non anticipano un album, per quello ci vorrà ancora tempo e loro non ne faranno parte».

Più di una volta ha detto che i suoi riferimenti musicali italiani sono in primis Vasco e Venditti. Cosa le piace dei due artisti?

«Mi piacciono le loro canzoni. Le loro parole, i loro testi mi arrivano forte e chiaro come mi arrivavano forte e chiaro gli Oasis quando avevo 14 anni. Ci sono canzoni - chiude - che ti prendono, che ti coinvolgono dalla prima nota e che ti fanno sognare; come quando incontri una ragazza e ti rendi conto che c’è qualcosa di speciale, un’empatia diversa dal solito».

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