Le tele di Guercino e Boldini assolute regine dell’estate

Domani inaugura in Calabria un confronto tra il maestro centese e Mattia Preti. I maggiori capolavori del pittore estense sono in parete alla Reggia di Venaria

L’arte ferrarese protagonista di alcune fra le mostre più belle di Ferragosto in Italia. Una sfida Sud-Nord, da una parte il centese Guercino, dall’altra il ferrarese Boldini.

Il Sud chiama Cento

A Taverna in provincia di Catanzaro da domani e fino al 18 novembre il Museo civico ospita la mostra in due tappe “Guercino-Preti” a confronto, la nuova linea dell’arte barocca che presenta, per la prima volta in Calabria, alcuni capolavori del maestro di Cento, con il quale l’artista calabrese entrò in diretto contatto durante la sua prima formazione artistica. Opere che saranno messe in dialogo con le pale d’altare e le tele di Mattia Preti (originario proprio di Taverna), conservate nel piccolo centro catanzarese ai piedi della Sila. Di particolare interesse, il confronto tra il grande dipinto tavernese del “Patrocinio di Santa Barbara” e il “Seppellimento di Santa Petronilla” del Guercino, in grado di accendere i riflettori sul rapporto che il Cavaliere calabrese ebbe con l’Emilia Romagna e, nello specifico, con Cento e Modena. Esposti, inoltre, un ritratto del Guercino, alcuni suoi disegni (tra i quali uno studio per passaggio con figure) e opere significative come i dipinti “San Giovanni Battista”, “Cristo risorto appare alla Vergine”, “La Madonna del Carmine e Sant'Alberto”, “La Madonna col Bambino Benedicente”. La seconda tappa porterà invece, nella prossima primavera, i capolavori di Preti proprio a Cento.

Ferrara regina in Piemonte

Nell’anno del decimo anniversario dalla sua apertura, la straordinaria cornice della Reggia di Venaria (a Venaria Reale, provincia di Torino) - fino al 28 gennaio 2018 - con oltre 115 opere, ospiterà una straordinaria mostra appena iniziata e dedicata a Giovanni Boldini. In parete molti capolavori del maestro Ferrarese, testimoni eterni del fascino muliebre, degli abiti sontuosi e fruscianti della Belle Époque e degli eleganti salotti d’allora. Ed è proprio il mondo di Giovanni Boldini, quello che più di ogni altro ha saputo offrire le atmosfere immortali di un’epoca stupefacente e senza eguali che solo pochi sono riusciti a rappresentare.

Una grande mostra antologica sviluppata su un registro narrativo cronologico e tematico ad un tempo. La ricca selezione monografica delle opere – di colui che nelle sue opere ha reso ed esaltato la bellezza femminile più di ogni altro artista, svelando l’anima più intima e misteriosa delle nobili dame dell’epoca - si articola seguendo gli anni della sua attività, pur essendo organizzata in quattro sezioni tematiche fondamentali, per capire l’evoluzione espressiva del maestro.

La mostra della Reggia di Venaria non si ferma al momento internazionale dell’esperienza creativa di Boldini, che peraltro abbandona presto l’avanguardia italiana dei Macchiaioli ma, attraverso alcune importanti opere di confronto, presenta anche tele di artisti a lui contemporanei quali Cristiano Banti, Vittorio Matteo Corcos, Giuseppe De Nittis, Antonio de La Gandara, Paul-César Helleu, Telemaco Signorini, Ettore Tito e Federigo Zandomeneghi.

In parete le celebri “La tenda rossa”, “Signora che legge”, “Ritratto di signora in bianco con guanti e ventaglio”, “Signora bruna in abito da sera”, “Mademoiselle De Nemidoff” e il capolavoro simbolo della Belle Époque: la grande tela dedicata a Donna Franca Florio, provenienti dai principali musei internazionali e da prestigiose collezioni private difficilmente accessibili. (m.c.n.)