Quattro in corsa per l'Aquila d'Oro. Il giorno del verdetto

In lizza i libri di Bianconi, De Bortoli, Pagliaro e Innocenzi

FERRARA. Dove si poserà l’Aquila d’Oro in occasione del suo volo numero cinquantatre? Tra le mani di Ferruccio De Bortoli o in quelle di Giulia Innocenzi? Oppure la spunterà uno tra Giovanni Bianconi o Paolo Pagliaro? La risposta che non lascia spazio a ricorsi né ad appelli arriverà oggi, nella giornata in cui è in programma la cerimonia conclusiva del Premio Estense. Si parte alle 15 al Teatro Comunale Abbado, atteso il ministro Franceschini, un paio d’ore prima dell’orario tradizionale in modo da evitare la concomitanza con Spal-Napoli.

Tuttavia al pomeriggio già si saprà il nome del vincitore del concorso giornalistico-letterario organizzato da Unindustria.


La decisione infatti verrà presa in mattinata. Palazzo Roverella, sede del Circolo Negozianti: è qui l’appuntamento alle 10 per la schiera di giurati che dovrà decretare i risultati.

La giuria

Ad assegnare l’Aquila d’Oro sono la giuria tecnica formata da autorevoli giornalisti (assieme al presidente Guido Gentili, direttore del Sole24Ore, vi figurano Aldo Cazzullo, Andrea Cangini, Alberto Faustini, Laura Laurenzi, Folco Quilici, Alessandra Sardoni, Marcello Sorgi e Luca Traini), affiancata da quella popolare, composta da quaranta lettori ferraresi, che sono scelti tra diverse categorie sociali.

Una formula classica, eppure ogni volta la trama che porta ad assegnare l’Aquila d’oro è diversa. Verdetto alla prima votazione o più faticato? L’incognita sarà risolta solo quando la scheda decisiva sarà conteggiata, seppure i tempi quest'anno saranno necessariamente più stretti.

I finalisti

A disputarsi la vittoria finale, come accennato in apertura, sono quattro volumi: Giovanni Bianconi con “L’assedio. Troppi nemici per Giovanni Falcone” (Einaudi), Ferruccio De Bortoli con “Poteri forti (o quasi). Memorie di oltre quarant'anni di giornalismo” (La nave di Teseo), Giulia Innocenzi con “Tritacarne. Perché ciò che mangiamo può salvare la nostra vita e il nostro mondo” (Rizzoli) e Paolo Pagliaro con “Punto. Fermiamo il declino dell’informazione” (Il Mulino).

I libri

A venticinque anni dall’attentato di Capaci, Bianconi (inviato del Corriere della Sera) ricostruisce l’ultimo periodo della vita di Giovanni Falcone, accerchiato da mafiosi ma anche da settori della magistratura e della politica.

Il libro di De Bortoli (già direttore di Corriere e Sole24Ore) è noto alle cronache per le rivelazioni sul caso Banca Etruria che coinvolgono il ministro Boschi: nelle sue pagine c’è però un racconto più ampio del potere in Italia, tra politica, media ed economia.

Giulia Innocenzi (già conduttrice di talk show assieme a Santoro) parla delle vere e proprie torture cui sono sottoposti gli animali negli allevamenti che producono carne e formaggi italiani.

Il giornalista Paolo Pagliaro (autore di “Otto e mezzo” su La7) va sulla tracce del giornalismo, insidiato dai social network e dalle bufale, che però a detta dell’autore si possono sconfiggere.

La giuria tecnica, in occasione della giornata in cui ha definito la quartina finalista del Premio Estense ha anche attribuito una menzione speciale a Luca Ricolfi per “Sinistra e popolo” (Longanesi), libro sul cortocircuito tra il mondo progressista e la sua perduta base di massa.

Il Granzotto

Intanto un sicuro premiato c’è già: si tratta di Giovanni Floris, conduttore della trasmissione DiMartedì su La7, al quale è stato assegnato il “Riconoscimento Granzotto Uno stile nell’informazione”. Durante la cerimonia saliranno sul palco anche i ragazzi vincitori del Premio Estense Scuola.

Da evidenziare come questa sia un’edizione speciale dell'Estense, la prima dopo la fusione in Unindustria Emilia delle associazioni imprenditoriali di Ferrara, Bologna e Modena.

Fabio Terminali

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