Repubblica sociale: due giorni di studio rileggono la storia

FERRARA. La necessità di rivisitare il triennio 1943-45, negli ultimi anni ha motivato ricerche più attente su Salò, su chi vi aderì, sulla sua effettiva consistenza – cioè la sua concreta capacità di governo e di misurarsi con la preponderanza della cosiddetta “zona grigia” – e quindi sul suo significato di ponte tra il regime fascista e l’Italia del secondo dopoguerra. Il convegno “I molti territori della Repubblica fascista. Amministrazione e società nella Rsi”, che avrà luogo oggi, dalle 14.30 alle 19, e domani, dalle 9 alle 18, nell’Aula Magna del Dipartimento di Economia e Management (via Voltapaletto, 11), intende approfondire la questione.

La E-Review – la rivista degli Istituti storici dell'Emilia Romagna in rete, l’Università di Ferrara e l'Istituto di Storia Contemporanea hanno organizzato un momento di confronto per mettere a fuoco le strategie non sempre infruttuose che il nuovo Stato fascista attivò. Docenti e studiosi arriveranno dai principali atenei italiani per confrontarsi in merito e dare il loro contributo. «A partire dal profilarsi del consolidamento del novembre-dicembre 1943 – spiega il curatore Roberto Parisini – il regime si mobilitò per ottenere credibilità, impegnandosi a cercare pragmaticamente nelle pieghe della società italiana modellata ogni forma possibile di sostegno o accettazione. Ma la frammentazione territoriale e la debolezza del centro sono dati indiscutibili della Repubblica, il cui governo appare anche fisicamente polverizzato intorno al lago di Garda. Dunque, il piano nazionale appare il meno adatto per verificare le reali modalità e ricadute di queste strategie di consenso. Per dare sostanza al suo potere, la Rsi non può che cercare di aderire alle singole realtà che, con il procedere del conflitto, avevano visto rafforzarsi sempre più specifici processi strutturali e peculiari continuità di fondo».

Dove vi riuscì, essa ottenne governabilità e produsse quella stabilità di cui aveva bisogno davanti ai tedeschi e a tutti quei gruppi disposti a riconoscerle un ruolo. «La consistenza politica e sociale della Repubblica – aggiunge Parisini – è perciò molto più legata alla somma di questi più o meno riusciti adeguamenti particolari, in cui può trovare una collocazione anche una certa idea della violenza, piuttosto che alla dubbia praticabilità delle grandi parole d’ordine (Costituente, Socializzazione) che pure l’attraversarono per tutta la sua breve vita». Il convegno è riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e ai docenti partecipanti sarà rilasciato attestato di partecipazione. Per qualsiasi informazione è possibile contattare l’Istituto allo 0532.207343 o scrivendo a istitutostoria.ferrara@gmail.com


Matteo Bianchi