Il grande ritorno dei Kasabian e il sogno di piazza Castello

Il motovelodromo non basta: la band ritorna per prendersi tutto il centro storico. Stasera con il concerto dei rocker di Leicester si chiude Ferrara Sotto le Stelle

FERRARA. Sei anni fa non ce l’hanno fatta ma, invece di lasciar perdere, hanno scelto di riprovarci. I Kasabian nell’estate del 2012 fecero tappa a Ferrara con il loro tour mondiale ma l’edizione di Ferrara Sotto le Stelle quell’anno venne trasferita al motovelodromo. Un paio di mesi prima dell’inizio del festival c’era stato il terremoto. Tutto era precario e tutto era stato messo in discussione, compresa la fattibilità della rassegna. Poi il festival si tenne comunque e il concerto dei Kasabian (e che concerto) fu un successo, nonostante tutto. La band capitanata da Serge Pizzorno e Tom Meighan, però, a quanto pare non voleva saperne di rinunciare a piazza Castello e così ha scelto di tornare. Del resto questa location, insieme al più intimo cortile, è considerata da artisti e pubblico un luogo esclusivo in cui suonare o assistere a concerti. Non a caso Bobo Roversi, storico direttore del festival che poi ha ceduto il posto alla brava Elisa Giusti, ha sempre sostenuto che proprio il contesto è uno dei punti di forza indiscutibili del festival. Bene: ora è tutto pronto.

IL CONCERTO

Quello di stasera sarà l’ultimo live di questa edizione di Ferrara Sotto le Stelle. Il sold out pare annunciato. Cinquemila i biglietti venduti ma per gli ultimissimi, forse, qualche speranza c’è ancora. Le casse apriranno alle 18, le porte alle 19. Toccherà alla giovanissima Lilian Moore (classe 1994) spianare la strada alla band britannica. L’artista si esibirà dalle 20.30 e poi alle 21.30 arriveranno sul palco loro: i Kasabian. In scaletta sicuramente i brani di “Crying Out Loud”, album uscito a maggio 2017 e subito certificato disco d’oro nel Regno Unito, ma anche tante vecchie hit e brani storici. Immancabili (si spera) “Goodbye kiss”, “Fire” o “Empire”. Biglietti 30; info: 0532 241419, www.ticketone.it

IL GRUPPO

Il gruppo inglese prende il nome da Linda Kasabian, accolita di Charles Manson che poi divenne testimone nel processo per la famosa strage di Bel Air che si ispirò “Helter skelter” dei Beatles. Unendo rock ed elettronica e grazie alla personalità del cantante Tom Meighan, i Kasabian diventano beniamini della stampa inglese nel 2004, scalando anche le classifiche con l’eponimo disco di debutto. Il gruppo di Leicester torna sulle scene nell’estate 2006 con il singolo “Empire”, che anticipa il secondo capitolo discografico dallo stesso titolo. Dopo l’ep “Fast fuse”, uscito nel 2007, e dopo un tour, la band si rimette al lavoro per il terzo disco, previsto per l’estate 2008. Nel 2009 esce “West rider lunatic asylum” consolidando ancor più il loro successo. A settembre 2011 invece esce “Velociraptur!”, anticipato dal singolo “Switchblade smiles”. «Ho deciso di dare a me stesso sei settimane per scrivere un album come si usava fare in passato, che fosse veramente ispirato. Volevo essere sicuro - ha detto Pizzorno parlando dell’ultimo disco - che non ci fosse niente di più, di modo che le canzoni potessero diventare dei classici. Nessun autocompiacimento. Ho sentito Berry Gordy dire che se un pezzo non ti arriva nelle prime 4 battute allora è finita, così mi sono buttato a lavorare con questa classica attitudine old-school di scrittura». —
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