Nuovo percorso con De Pisis inedito. Le opere di una vita esposte al Pac

Domani (venerdì) inaugura l’esposizione negli spazi in corso Porta Mare. «Un modo per poter vedere alcuni capolavori dei nostri musei»

De Pisis, grande mostra al Pac: l'allestimento

FERRARA. Una mostra capace di raccontare Filippo de Pisis in tutte le sue sfaccettature. È quella che inaugura domani, venerdì 21 dicembre,  (“bruciati” i 10 ingressi riservati per i membri della community “Noi Nuova Ferrara” e rimarrà aperta sino al 2 giugno al Pac (Padiglione d’arte contemporanea) dal titolo: “De Pisis. La poesia dell’attimo”. Si tratta di una settantina di opere con 35 dipinti a olio, sette litografie e numerosi disegni su carta che Ferrara Arte e le Galleria d’arte moderna hanno voluto esporre accanto a lettere, documenti, cartoline e testi autografi, frutto della corrispondenza del pittore ferrarese con l’amico fraterno, scrittore e critico bolognese, Giuseppe Raimondi. «Un percorso inedito – ha spiegato la curatrice Lorenza Roversi –, grazie alla documentazione dell’Archivio Raimondi, ora in possesso dell’Università di Bologna».

Le opere

I quadri fanno parte del “tesoro” ospitato a palazzo Massari, attualmente chiuso per lavori. «Sono orgoglioso come amministratore – ha detto l’assessore Massimo Maisto – e ringrazio Ferrara Arte per questa mostra che consente di far vedere capolavori dei nostri musei quando questi sono chiusi. È un dovere culturale, non solo nei confronti dei turisti ma anche verso i ferraresi, in attesa che si realizzi il Museo dell’Ottocento e del Novecento».

Opere, come pure quelle di Boldini, mai state ferme in questi anni, che hanno girato il mondo creando una rete di proficui rapporti con altre istituzioni culturali. «Questa mostra – ha aggiunto Maisto – assieme a quella ospitata in Castello “Dipingere gli affetti” (dal 21 gennaio), saranno due grandi eventi nel 2019».

il progetto

Lavoro scientifico sottolineato da Maria Luisa Pacelli, direttrice dei Diamanti: «In questi anni abbiamo lavorato molto sul patrimonio ferrarese, proprio per preparare la riapertura dei musei. Le mostre dei Diamanti sono quelle delle Gallerie d’arte moderna. Lo studio realizzato sull’Archivio Raimondi ha permesso di trovare cose importanti su de Pisis».

A illustrare il percorso è stata la Roversi, a partire da ‘Natura morta con il martin pescatore” che può essere eletto a simbolo dell’esposizione: «Qui è mirabilmente raffigurato il tema pascoliano del ricordo”».

La disposizione

Al piano terra del Pac ci sono luoghi ferraresi, in particolare «le spiagge dei nostri Lidi con un mare calmo, le nostre sabbie e con il carattere agricolo della spiaggia sottolineato dalla presenza di ortaggi e frutti».

Sull’altro lato della sala le immagini parigine, «dove la visione della bellezza di de Pisis, si risolve in un attimo». Due stanze ospitano alcuni manoscritti epistolari con Raimondi. E in una sala ci sono le donazioni Malabotta e Pianori.

Al primo piano prosegue il percorso cronologico con un approfondimento della bellezza efebica, molti disegni dal segno sottile dei primi anni, quasi coaguli d’inchiostro verso la fine. Una delle piccole sale ricostruisce il clima di Villa Fiorita, clinica degli ultimi anni di vita dove i segni pittorici diventano vere e proprie schegge. Nell’ultima sala alcune rare nature morte di Boldini, «simbolico passaggio di testimone tra due generazioni e fra due visioni lontane del fare pittura». —