In vendita l’ex chiesa di San Michele. È tra le più antiche di Ferrara

Fu comprata all’asta e trasformata in laboratorio di restauro da un noto artigiano della città

FERRARA. “In zona centralissima di Ferrara vendesi chiesa adattatissima a ogni possibile trasformazione”.

L’annuncio, di una nota agenzia immobiliare, balza agli occhi e le foto a corredo non lasciano certo indifferenti. L’ex chiesa è quella di San Michele in via del Turco ed è splendida. La famiglia Piella ha deciso di metterla in vendita, con la speranza che all’interno possa essere realizzato «qualcosa di magico, come è questo posto», racconta una delle proprietarie.


La chiesa

La chiesa, già sconsacrata da anni, fu messa all’asta nel 1980, «la comprò mio padre – fa presente la signora Piella – e ci fece un laboratorio di restauro. È sempre stato un luogo perfetto per il suo lavoro, considerati gli spazi e le altezze. Era un luogo magnifico, aveva realizzato anche piccolo studiolo in cartongesso dove teneva gli attrezzi e per chi entrava il colpo d’occhio era notevole».

Arte nell’arte, una sorta di scrigno nel cuore del centro storico della città, senza alcun dubbio in una delle zone più belle di Ferrara.

«Come spesso accade, figli e nipoti non hanno seguito le orme dei genitori e così questo contenitore si è pian piano svuotato. I miei figli hanno scelto di fare altro, come poi abbiamo fatto anche io, mio fratello e mio cugino».

Per un lungo periodo la chiesa è stata occupata dal mercatino permanente dell’Ail prima e all’Ado dopo e poi, a malincuore, abbiamo deciso di metterla in vendita perché per noi non ha più senso tenerla».

L’annuncio

L’annuncio, molto singolare, certamente colpisce anche perché, a dire il vero, il prezzo non è così proibitivo come potrebbe sembrare.

Ma qual è la tipologia degli acquirenti? In realtà sono tante le persone che hanno risposto all’annuncio e che in questi giorni sono andati a vederla. «Le idee sono diverse, c’è chi la vuole trasformare in abitazione e chi pensa di farci un locale…sono arrivati anche dei preti da fuori e sarebbero interessati all’acquisto, sono cristiani protestanti evangelici».

Dall’architetto con un progetto già in testa all’imprenditore che vorrebbe provare a trasformarla in qualcosa di unico. Le idee ci sono, anche se il sogno della famiglia resta sempre quello del laboratorio, «abbiamo incontrato persone che avrebbero voluto farci una biblioteca, sarebbe magnifico».



I vincoli

Non ci sono in realtà particolari vincoli per quel che riguarda la destinazione d’uso, la sovrintendenza ha detto no solo alla trasformazione in autorimessa (in quella zona la richiesta di posti auto è altissima e qualcuno ci aveva anche pensato) ed ha solo obbligato l’apertura della parte centrale per lasciare libero uno degli affreschi.

In quella che era la sagrestia, il soffitto lascia incantati così come colpisce la zona dell’altare dove la finestre lasciano entrare una luce particolare. Finestroni che sono presenti anche in tutta la parte superiore dell’edificio. Una struttura liscia e pulita, che regala ampi spazi e volumi su cui poter giocare.



Il sogno

«Sarebbe bello trasformarlo in un luogo di cultura, in una scuola di musica o anche, e perché no, di cucina. I fondi ci sarebbero perché di bandi che offrono opportunità ne sono usciti e ne stanno uscendo. Noi adulti il nostro tempo e le nostre scelte le abbiamo fatte e anche i nostri figli...abbiamo deciso di venderla al prezzo più basso del normale proprio perché siamo convinti che sia giusto che rinasca».

Gli scatoloni così come gli stand dei vestiti e la quantità di oggetti del mercatino dell’Ado (che sta traslocando in via Carlo Mayr) in qualche modo aiutano a vedere il contenitore pieno ed il colpo d’occhio è notevole.

La storia

L’antichissima chiesa di San Michele fu edificata nel X secolo è una della chiese più antiche della città. Dipendente dal momento della costruzione dall’abbazia di San Bartolo, fu poi affidata ai cistercensi di Santa Maria in Aula Regia di Comacchio.

Venne ricostruita nel 1479 nello stile architettonico quattrocentesco che presenta ancora oggi. Dal 1561 al 1767 fu concessa in jus padronato della famiglia Canani, che fece abbellire il soffitto della chiesa con pitture raffiguranti san Michele e gli evangelisti. Alla metà del XVII secolo fu dipinto il san Michele nella nicchia al di sopra dell’ingresso. Spogliata di ogni opera d’arte durante l’insediamento napoleonico a Ferrara, rimase tuttavia aperta al culto e nel 1806 divenne parrocchia. Nel 1843 fu restaurata nella facciata ed intonacata.

La chiesa venne soppressa nel 1932 e traslata nella Chiesa di San Michele del Gesù nonostante le proteste dei parrocchiani.

In vendita

L’ex chiesa di san Michele è dunque in vendita. I progetti e i sogni attorno all’edificio sono tanti. La famiglia Piella ha deciso di darle nuova vita ed i presupposti perché diventi un luogo meraviglioso ci sono tutti. «La soprintendenza impedirà di certo gli scempi, noi ci impegneremo a darla a chi un bel progetto in testa». —