Palazzo Schifanoia alle battute finali: le sale ospiteranno nuove opere

I restauri post sisma sono all’ultimo atto: illustrato il percorso espositivo di sculture che aprirà ad ottobre. Saranno presenti lavori inediti

FERRARA. L'attesa è quasi finita: Palazzo Schifanoia riaprirà finalmente le sue porte in autunno, ad ottobre, come annunciato proprio ieri pomeriggio dall’assessore ai lavori pubblici Aldo Modonesi, nel corso della presentazione del progetto di allestimento della prima sezione espositiva del percorso museale che vedrà impegnata le sale trecentesche della delizia estense e lo stesso Palazzo Bonacossi, sede dell’incontro.

È questo l’inizio della fase finale di un percorso di restauri iniziato a seguito del terremoto che ha colpito Ferrara nel 2012 causando danni a molti monumenti e luoghi simbolo della città, tuttora chiusi per il controllo e la riparazione dei danni. A dispetto delle aspettative, come ha sottolineato Elisabetta Lopresti, conservatrice dei Musei di Arte Antica, Ferrara ha saputo sfruttare quelli che potevano essere ritenuti degli ostacoli insormontabili, lavorando sul restauro con l’obiettivo non solo di riportare al pubblico gli storici spazi del museo, ma di ampliare la loro offerta museale.

Infatti, il trasferimento delle opere nel corso dell’attivazione del cantiere per la messa a norma sismica di Schifanoia, ha dato inizio a quel restauro e riordino curato dai Musei di Arte Antica, in collaborazione con lo studio Q. B atelier, che porterà nei due palazzi la storia di Ferrara dal Trecento all’Ottocento. Molto particolare sarà soprattutto la prima parte del percorso: sfruttando la presenza dei soppalchi combinata all’uso di una sequenza di quinte metalliche i visitatori avranno infatti la possibilità di muoversi nelle “stanze”, uno spazio intimo che suggerisce alla percezione un luogo interno, collocate dentro un più grande scenografia il “palazzo”, un vano luminoso che metaforicamente ricrea la percezione di uno spazio all’aperto.

In questi ambienti, grazie allo sforzo congiunto dei musei e delle associazioni ferraresi quali Ambassador Club Ferrara, Ais provinciale, Ferrariae Decus e Soroptimist International Club, accanto alle più celebri opere quali il Polittico di Nottingham ed il busto di Ercole I d’Este di Sperandio Savelli, verranno esposte nuove sculture molte delle quali inedite come la Madonna del Cedro in marmo scolpito o la Madonna con Bambino in terracotta policroma attribuita ad Alfonso Lombardo, che arricchiranno il sempre più ricco patrimonio artistico ferrarese.