Ferrara nel segno dello Scorpione. In via Cammello la dimora che ospitò il maestro di Copernico

La targa sulla facciata del palazzo al civico 22 racconta una storia incompleta e ancora da scoprire

Via Cammello è una delle strade più suggestive di Ferrara, e il palazzo al n. 22 ha ospitato una famiglia degna di nota. L’edificio, posto di fronte alla chiesa di San Gregorio, ha caratteristiche cinquecentesche, ma deriva da una donazione estense del 1376 (come narra Muriella Montanari in “Arte Lombarda” 92-93; l’aspetto originale è ignoto) a Bartolino Ploti da Novara, piemontese trapiantato a Ferrara, magistrum ingeniarum alla corte di Nicolò II d’Este lo Zoppo.

IL PERSONAGGIO

Bartolino operò come architetto anche per i Gonzaga, i Visconti ed altri potenti del tempo, per erigere castelli, fortezze e baluardi: ideò il Castello Estense, nel 1385. È difficile sapere qualcosa di personale su Bartolino. Un suo interessante pronipote, che pure visse in via Cammello, Domenico Maria da Novara, nacque a Ferrara nel 1454. I suoi Pronostici, circa una trentina, sono stati pubblicati nel 2012 presso Olschki con dotto commento dagli studiosi Bònoli, Bezza, De Meis e Colavita. Il peso di questo scienziato spicca qui con forza, anche grazie al suo ruolo di maestro di Nicolò Copernico, rivoluzionario astronomo che fece progredire l’umanità con le sue scoperte ed il suo metodo. Domenico Maria si laureò a Ferrara, anno 1484.



La città ed il suo studio erano centri propulsori dell’interesse per l’astronomia, e il mentore di Domenico Maria, Giovanni Bianchini, astrologo di Leonello e Borso d’Este, fece fiorire collaborazioni tra colleghi a livello internazionale. Pellegrino Prisciani, ideatore del ciclo astrologico di Schifanoia, fu forse pure lui allievo di Bianchini. Domenico Maria insegnò in diversi Studi, oltre che in quello patrio.

LE PREVISIONI
A Bologna ebbe cattedra di astrologia (che al tempo era tutt’uno con l’astronomia e operava in sinergia con le pratiche mediche, studiando cure influenzate dalle stelle), qui educava Nicolò Copernico, il Kopernik polacco di Torún, studente in Italia. Tuttavia Copernico non si laureò a Bologna, ma proprio a Ferrara (in diritto canonico, strano a dirsi), nel 1503, l’anno prima della morte del suo maestro. Copernico ha rovesciato la visione del mondo e scompaginato le certezze sulla struttura del sistema solare, aprendo la strada alle scoperte di Galileo. Quasi tutta l’opera di Domenico Maria è andata perduta, certi sono questi Pronostici a stampa, noti pure a Keplero. I pronostici erano una sorta di oroscopi, rilevazioni astronomiche e previsioni del futuro universale, riguardanti l’anno venturo, stampati in piccoli fascicoli, molto richiesti, spesso illustrati. In uno dei suoi pronostici, Domenico Maria, afferma che Ferrara era dominata dal segno dello Scorpione. Lo scienziato profilava future epidemie, guerre, fertilità dei raccolti, fasi lunari, eclissi, solstizi ed equinozi, le sorti delle persone in base alla credenza dei quattro temperamenti, fortune e tragedie. Non erano semplici frottole, la parte scientifica si basava su una materia molto tecnica.

LA TARGA
Oggi può apparire pura ciarlataneria, ma non è corretto, tanto che le risultanze dei Pronostici sono state ricalcolate nel Novecento nonché addirittura passate al computer per valutarne le caratteristiche. Nel 1973, a Bologna, in via Galliera 65, è stata posta una epigrafe che ricorda che Domenico Maria aveva abitato lì ed era stato docente a Bologna, ma senza citare la sua condizione di ferrarese, oltretutto i caratteri più grandi della lastra sono dedicati a Copernico dato che l’occasione era il quinto centenario della nascita del polacco. Domenico Maria da Novara è citato con Bartolino sulla targa posta sulla casa di famiglia di via Cammello 22, che reca qualche errore. Non si sposò, pare, né ebbe figli. La fama di Bartolino e di Domenico Maria ha oscurato altre figure della famiglia, che si perpetuò fino al 1787, quando si estinse nella figura del conte Agostino, otto volte Giudice dei Savi: un benefattore che lasciò i suoi beni in usufrutto per 15 anni alla città di Ferrara.

LATI OSCURI
È ancora da studiare la sequenza dei proprietari del palazzo di via Cammello 22, forse non tutto rimasto a lungo totalmente in mano ai Da Novara, come fa invece dedurre l’inesatta epigrafe in facciata. Infatti Gerolamo Melchiorri, che pubblicò ai primi del Novecento una storia delle strade di Ferrara, specifica che lì abitò anche Buonvicino dalle Carte, e qui le date ballano: questi era il Fattor Generale di Ercole I d’Este, caduto in disgrazia nel 1475 perché «fu trovado in fraude de la administratione» (Diario ferrarese) così che questo «homo cativo» fu privato dei beni, però magari fu affittuario e non proprietario, dato che Domenico Maria stava molto fuori Ferrara. Melchiorri narra però che con il sequestro del patrimonio di Buonvicino il palazzo passò ai Tassoni, per poi essere abitato anche dalle casate Sacrati, Fano, Strozzi, sicché la posizione dei Da Novara, qui e a questa altezza cronologica, anche considerando le sue linee, è tutta da chiarire. —

(4-continua)

Micaela Torboli