Nella Resurrezione la rinascita del teatro «Che gioia andare in scena all’Abbado»

L’oratorio di Händel in programma da mercoledì a venerdì La regista: il mio pensiero va a chi non riesce a ricominciare



La Resurrezione di Händel, oratorio sacro che andrà in scena mercoledì, giovedì e venerdì alle 21 al Teatro Comunale Abbado di Ferrara (corso Martiri della Libertà, 5), racchiude nel suo titolo un significato simbolico di rinascita e ripartenza; di resurrezione, appunto. Con questa pièce la rassegna “Estate a Teatro”, proposta al pubblico per la prima volta dal nuovo coadiutore artistico Marcello Corvino, entra nel vivo. C’è infatti un filo invisibile che collega Leonardo a quest’opera e al musical Jekyll & Hyde (10, 11 luglio) ed è un filo che parla di ripresa, di lotta tra bene e male, insomma: di voglia di ricominciare.




«Siamo contenti di poter tornare in scena. Il nostro settore – dice Chiara Tarabotti, regista dell’opera – è in ginocchio e in questo momento il mio pensiero va ai colleghi che non riescono o non possono tornare sul palco». Se non ci fosse stato il coronavirus l’opera sarebbe andata in scena a primavera nell’ambito della stagione lirica. «Abbiamo dovuto ripensare a tutto e non è stato facile perché – spiega la regista – il tempo a disposizione era poco e le cose a cui pensare tantissime. Inizialmente l’allestimento era stato studiato considerando come spazio scenico solo il palco e ora, invece, avendo tutta la platea a disposizione, abbiamo rimodulato spazi e disposizioni. L’altro giorno – sorride – ci siamo trovati in teatro a misurare col metro le distanze tra musicisti, cantanti e coristi e devo dire che questa rappresentazione in platea mi entusiasma; sarà un po’ come tornare nelle piazze, quando gli spettacoli erano all’aperto a 360 gradi».



La Resurrezione, oratorio sacro di Carlo Sigismondo Capece, è considerato uno dei capolavori assoluti del Barocco, composto a Roma nel 1708 da un giovanissimo Georg Friedrich Händel. Venne commissionato dal marchese Ruspoli per essere eseguito la Domenica di Pasqua a Palazzo Bonelli. L’azione si sviluppa tra il sabato dopo la Crocifissione e la mattina dopo; è come sempre affidata ai recitativi, mentre le magnifiche arie soliste esprimono gli stati d’animo di Lucifero, Maria Maddalena, l’Angelo, San Giovanni Evangelista e Santa Maria di Cleofa. Sempre secondo tradizione, l’opera è divisa in due parti e nella seconda i toni drammatici si attenuano, sciogliendosi nella gloria finale della Resurrezione. Sarà il direttore e compositore Alessandro Quarta a condurre l’Orchestra Accademia dello Spirito Santo e le voci di Carlotta Colombo, Sonia Tedla, Chiara Brunello, Luca Cervoni e Mauro Borgioni, componendo così un cast di livello internazionale assoluto specializzato nell’esecuzione e nella ricerca di questo particolare repertorio. Alla rappresentazione partecipa il Coro Accademia dello Spirito Santo preparato da Francesco Pinamonti. «Tornare a teatro - dice Quarta - sarà una grande emozione per me, per noi e per il pubblico. Sono un’ottimista per natura e penso che con questo nuovo allestimento riusciremo a trasformare le limitazioni in possibilità. Il distanziamento imposto dalle linee guida consentirà sia a noi sia agli spettatori, di vivere qualcosa di completamente diverso e nuovo. Sono curioso di vedere come andrà». Biglietti vanno dai 15 ai 28 euro e sono in vendita online sul sito del teatro e in loco dalle 20 alle 21 nelle tre date previste. Per info: 0532.202675. —