Ravenna Jazz riparte da Doris Day Sul palco l’orchestra, Fresu e Magoni

Domani alle 21 prenderà il via la quarantasettesima edizione del festival Ravenna Jazz. Un concerto-evento, nel Parco del Museo Classis Ravenna (via Classense, 29), inaugurerà questa edizione profondamente rivoluzionata dall’emergenza sanitaria, che ha portato a un completo ripensamento delle date, dei luoghi e, in parte, del programma. Saranno quindi la tromba di Paolo Fresu e la voce di Petra Magoni, spalleggiati dall’Italian Jazz Orchestra diretta da Fabio Petretti, a rimettere in movimento la storica kermesse jazzistica. Il loro live, una produzione originale dedicata al repertorio della leggendaria attrice-cantante Doris Day, era tra gli spettacoli di punta previsti per la scorsa primavera: un gioiello che non andrà quindi perduto. Lo spettacolo rientra in co-promozione pure nel cartellone di “Classe al Chiaro di Luna”, anche in questo caso come evento inaugurale. Ravenna Jazz è organizzato da Jazz Network con la collaborazione degli assessorati alla cultura del Comune di Ravenna e della Regione Emilia-Romagna, con il sostegno del Ministero per i beni e le attività culturali e per il Turismo, e con il patrocinio di Siae - Società italiana degli autori ed editori.

SUL PALCO


Creata in occasione di Crossroads 2018, torna in scena la produzione originale dedicata a Doris Day che prende il titolo da una sua indimenticabile canzone: “Que sera, sera”. A intonare le melodie del repertorio della “fidanzata d’America” ci sono due stelle della musica italiana: Paolo Fresu e Petra Magoni.

Un insolito abbinamento che mette in risalto le peculiarità di ognuno dei due artisti, il soffio lirico della tromba di Fresu e la magnifica intensità interpretativa della Magoni. Alle loro spalle si allarga l’ampio organico jazz-sinfonico dell’Italian Jazz Orchestra diretta da Fabio Petretti, che firma anche gli arrangiamenti assieme a Massimo Morganti e Michele Francesconi. Sullo sfondo del palco saranno proiettate immagini di repertorio che colgono Doris Day in alcuni dei tanti momenti salienti della sua carriera cinematografica, televisiva e musicale.

IL PERSONAGGIO

Doris Day (1922-2019), la più amata “fidanzata d’America”, a soli 18 anni aveva già intrapreso la difficile arte di cantante di big band. A 25 anni, aveva già collezionato alcuni hit discografici. Michael Curtiz la conobbe durante una festa, e nel 1950 la scritturò per il film sulla biografia di Bix Beiderbecke Chimere, con Kirk Douglas e Laureen Bacall. Così iniziò una strepitosa carriera da attrice, che però non oscurò mai il suo talento di cantante, ma anzi lo comprese valorizzandolo. Nel medesimo periodo fu partner di Bob Hope alla radio. A cavallo fra gli anni ’40 e ’50, le sue fortune vengono ancora dal mercato discografico con It’s magic, Love Somebody, Again, Sugar Bush e una meravigliosa versione di “Bewitched”.

Un’assoluta spontaneità, un paio di occhi sorridenti, una simpatia naturale, una sensualità acqua e sapone, come il tempo richiedeva, hanno contribuito a farla emergere come una star. Caratteristiche evidenti perfino nei ruoli drammatici. Biglietti: prezzo da 20 a 30 euro. Per info: 0544.405666.

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