Fauci, bufere di neve e nostalgie d’infanzia: i Diamanti riflettono lo spirito di Ligabue

In parete autoritratti, paesaggi e animali feroci. Sgarbi: «Un pittore capito dal popolo e ignorato dai critici»

A Ferrara inaugurata la mostra di Ligabue

FERRARA. I curatori, Marzio Dall’Acqua e Vittorio Sgarbi, gli «hanno imposto di fare un capolavoro a Ferrara», racconta Augusto Agosta Tota (presidente Fondazione Archivio Antonio Ligabue), e il risultato, è la sua considerazione, «è una mostra magnifica e completa», e «democratica», aggiunge Sgarbi attribuendole anche il merito di aver impedito una chiusura «oltre la necessità» di Palazzo dei Diamanti, presidiato ora dai feroci animali di Ligabue «contro gli architetti che venivano per aggredire il Palazzo. Restauri? Per me non ne ha bisogno – dice il presidente di Ferrara Arte –, però gli architetti indicano alcuni interventi come necessari e quindi ho dato il mio assenso, ma per un tempo limitato».

E comunque il countdown partirà solo dopo la mostra “Antonio Ligabue. Una vita d’artista” che, da oggi al 5 aprile, arricchirà le sale dei Diamanti con un centinaio di opere dell’artista, alcune mai esposte prima, fra dipinti, sculture e disegni.

Le opere

Ci sono i celebri autoritratti in cui Ligabue annota i tratti essenziali della propria personalità, le scene ambientate in Svizzera nostalgiche memorie dell’infanzia; e ancora i ritratti che faceva a conoscenti, le nature morte, i paesaggi agresti, le scene di caccia e le tormente di neve; in mostra anche gli animali domestici del primo periodo, le tigri dalle fauci spalancate, i leoni mostruosi, i serpenti, i rapaci che ghermiscono la preda o lottano per la sopravvivenza.

«La scelta di Ligabue serve a chiamare le persone ad un nome che conoscono: Ligabue è infatti un pittore compreso dal popolo e ignorato dalla critica – diceva ieri Sgarbi alla presentazione –. E questa è la prima grande mostra in una grande istituzione, che è il primo grande museo di arte moderna e contemporanea che si aprì in Italia negli anni Sessanta grazie a Franco Farina».

Siparietto Sgarbi-Fabbri

Continua quindi la scommessa, dopo la chiusura della mostra di Banksy, «fatta per un’intuizione mia – sottolineava il presidente di Ferrara Arte – rispetto al rapporto fra arte e popolo che è un rapporto democratico e giusto».

Del resto «quanti artisti sofisticati che inseriamo nei libri di storia dell’arte non muovono il cuore delle persone e – diceva Sgarbi prendendo come esempio Alan Fabbri – sono del tutto ignoti al sindaco?». Che, infatti, poco prima aveva ricordato, «pur non essendo esteta ed esperto», l’emozione che fin da piccolo riceveva proprio dalle opere di Ligabue. E se per il sindaco «è un vanto per la città ospitare queste opere», l’assessore Marco Gulinelli si augurava «consensi di pubblico, Covid permettendo. Ritengo i musei un presidio di sicurezza».

Musei «rimasti aperti miracolosamente, non so perché», ha detto Sgarbi che, «tentato di evitare polemiche», ha ieri tendenzialmente tenuto la mascherina e si è detto dispiaciuto dell’assenza, anche via Skype, degli invitati ministri Provenzano e Franceschini.

Apertura al pubblico

La mostra sarà aperta da oggi, sabato 31 ottobre 2020, al 5 aprile 2021, tutti i giorni dalle 10.30 alle 19.30. Previste apertura anche l’8, il 25 e il 26 dicembre, l’1 e il 6 gennaio, a Pasqua e il Lunedì dell’Angelo. Biglietto unico per tutti 10 euro (prevendita 1 euro). Biglietti gratuiti, tra l’altro, per minori fino a 12 anni, guide o personale sanitario che opera nei reparti Covid. Vista la situazione sanitaria, l’ingresso è contingentato e sarà consentito a un numero limitato di visitatori ogni 15 minuti. I visitatori che hanno acquistato il biglietto in prevendita avranno la precedenza assoluta. Fortemente consigliato l’utilizzo del servizio di biglietteria online. —

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