“The Voice Senior”, musica e umanità in tv «Serve leggerezza, il buon umore fa bene»

Il talent in onda su Rai1 inizia stasera: sul palco con Clerici anche Bertè, Clementino, D’Alessio e il “team Carrisi”

L’umanità e le grandi storie prima di tutto, insieme alla musica e all’opportunità per sconosciuti artisti over 60 di prendersi finalmente il proprio momento di gloria su un palcoscenico prestigioso: non sarà un semplice talent “The Voice Senior”, lo show che oggi andrà in onda in prima serata su Rai1 con la conduzione di Antonella Clerici e una giuria a 5, composta da Loredana Bertè, Gigi D’Alessio, il “team Carrisi” con Al Bano e la figlia Jasmine e il rapper Clementino. Prodotto in Italia per Fremantle da Marco Tombolini, il programma, figlio del format internazionale “The Voice”, vedrà esibirsi cantanti non più giovanissimi (dai 60 agli 84 anni), pronti a mettersi in gioco per dimostrare il proprio talento musicale.

IL FORMAT


Pensato per intrattenere con il sorriso e buona musica un target trasversale, lo show sarà «una vera e propria festa che ha per protagonisti persone che hanno messo da parte il proprio talento, o lo hanno scoperto tardivamente o magari hanno avuto difficoltà nella vita. E per Rai1 questa sarà l’occasione di rinascita dopo la pandemia che ha scompaginato i nostri equilibri: vogliamo dire che siamo qui e ce la possiamo fare. Perché il canto è come una liturgia che esorcizza i timori», ha detto Stefano Coletta, direttore di Rai1, alla presentazione dello show, sottolineando quanto «il dato biografico dei concorrenti e l’umanità sono componenti imprescindibili nel programma. Mettiamo al centro la terza età, la fascia che più di ogni altra è stata colpita dalla pandemia, e non solo sul piano fisico». Al timone delle 5 puntate ci sarà Antonella Clerici, con una conduzione che definisce «defilata, in cui ascolto e guardo molto. L’emozione più grande non è solo sentir cantare questi artisti, ma conoscere le loro storie, c’è anche uno di loro che ha avuto il Covid, e questo mi ha molto toccato», ha spiegato. «Non è un talent, qui ci sono cantanti veri. Questi concorrenti più maturi sono come i bambini, sono liberi e sinceri, non hanno niente da perdere, non vogliono diventare famosi, ma solo vivere un’esperienza», ha proseguito la conduttrice, «alcuni sono arrivati con i nipoti, altri con l’ex marito, altri ancora con gli amici. Hanno un repertorio che è quello della loro generazione, ma ciò che mi ha stupito è vedere la loro trasformazione in chiave rock una volta saliti sul palco, soprattutto le donne, tutte con una grande grinta, al di là della vocalità». «Di certo a me interessa fare compagnia alle persone, perché in questo momento storico serve l’informazione ma anche la leggerezza e la consolazione. Il buonumore fa bene al cuore e alla testa», ha aggiunto.

Tratto distintivo del programma le Blind Auditions, le «audizioni al buio» durante le quali i giudici ascolteranno i cantanti in gara senza vederli e potranno voltarsi per aggiudicarsi il concorrente nella propria squadra.

UN VINILE IN PALIO

Alla semi finale, il Knock out, accederanno 24 cantanti, 6 per team, che si sfideranno fra loro con un cavallo di battaglia; il 20 dicembre poi l’attesa finale, con solo 2 concorrenti per team: al vincitore un vinile con i brani cantati e la pubblicazione di un brano da parte di Universal. Di certo non mancheranno i momenti di spettacolo, non solo per via del meccanismo della gara, ma anche grazie a qualche esibizione «a sorpresa» dei 5 coach, tutti pronti a spendersi con generosità per valorizzare il talento dei concorrenti. «I concorrenti sono quasi dei colleghi», ha detto Loredana Bertè, “The Voice Senior” per me è una sfida, mi diverto molto perché con gli altri coach ci sbraniamo per accaparrarci il meglio che c’è sul palco». «Nel programma c’è tantissimo capitale canoro, sono grandi talenti che non hanno avuto fortuna», ha detto Al Bano, che ha sottolineato la sorpresa di sentire tra i concorrenti voci bellissime, come quella del «padre di Giorgia, che ha una vocalità straordinaria». «Questi artisti sono bravi quanto le persone di successo», ha ribadito Gigi D’Alessio, «la nostra è una giuria è variegata ma è composta da persone dal cuore grande. Nel programma si dà spazio alle categorie più fragili, e questa è una novità». «I concorrenti ottengono il proprio riscatto già salendo sul palcoscenico», ha commentato Clementino, che ha sottolineato l’importanza dell’intrattenimento «in un anno così difficile. Io sono il coach più divertente, e con Gigi sembriamo Totò e Peppino».

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