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Villa Boccaccini, da set di Avati a rudere edilizio vittima del tempo

La dimora fu scelta dal regista bolognese per “La casa dalle finestre che ridono”. L’horror diventato cult ha però lasciato spazio a desolazione e abbandono

Villa Boccaccini a Lido Scacchi, da tenuta liberty a luogo dell'abbandono

LIDO SCACCHI. Villa Boccaccini, ormai poco più che un rudere semisommerso dalla vegetazione, è la terza tappa del viaggio nei luoghi dell’abbandono. Devis Vezzaro, fondatore del progetto e dell’omonima associazione, accompagna i lettori della Nuova tra le mura (o quello che ne resta) della storica villa. Negli anni Settanta del secolo scorso Pupi Avati la scelse per ambientare La casa dalle finestre che ridono, film horror diventato un classico italiano firmato dal cineasta bolognese. Ciò che resta della sfarzosa villa costruita nel XVIII secolo e abitata da una delle famiglie più ricche del territorio, i Boccaccini appunto, si trova lungo la strada statale Romea all’altezza di Lido Scacchi.

Negli anni dello splendore e dello sfarzo era diventata un esempio di stile liberty ma nei decenni che seguirono, soprattutto dopo le riprese (1976) la villa precipitò in uno stato di abbandono totale. Gli eredi della tenuta vendettero tutto perché incapaci di sostenere i lavori di recupero ma l’acquirente non fece certo meglio e ora l’edificio, e ciò che lo circonda, è andato in malora. Dopo il viaggio nel Palaspecchi di Ferrara, oggi recuperato e sede di alloggi popolari, e dopo il tour nell’ex zuccherificio Eridania di Codigoro (costruito nel 1899 e in attesa di un restauro che forse non arriverà mai), Vezzaro si avventura tra le piante e i rovi che imprigionano villa Boccaccini. Difficile oggi riconoscere lo splendore di un tempo. Gli anni si sono presi quasi tutto, anche se qualche decoro ancora si può vedere sopra le finestre e sulle pareti non completamente sbrecciate o crollate. Sul sito della Nuova è visibile il video dedicato alla casa decadente. —


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