L’amore per i libri nel dipinto di Caletti detto Cremonesi

Nell’opera volumi mezzi aperti rimangono dove sono caduti L’artista qui racconta lo studio e l’amore per i libri più che l’ispirazione divina

Chi è questo studioso circondato da libri? Lo vediamo immerso nei suoi testi, preso dalla frenesia del sapere. Legge e scrive allo stesso tempo. Legge da un librone squadernato sulle ginocchia, scrive su un altro appoggiato su un banco a sinistra, coperto di pile di libri, tra cui un volumetto con la copertina logorata dall’uso e che perde le pagine.

IL LEONE


L’uomo sembra avvolto in una cascata di carta e testi. Il vortice sprigiona una certa voluttà, un’energia creativa. Ai suoi piedi, volumi mezzi aperti rimangono lì dove sono caduti. Un libro più piccolo gli fa da poggiapiedi, un altro è finito tra le zampe di un leone dall’aria mansueta che, come un gatto qualsiasi, ne arruffa le pagine. Un leone mansueto che custodisce un libro accanto ad uno scrittore. Ecco la chiave per svelare l’arcano. Il leone simbolo di Marco Evangelista. Giuseppe Maria Caletti, detto Cremonesi, dipinge il santo così, intento a scrivere il suo vangelo ma senza aureola, perché Marco qui è ancora uomo. È ancora un discepolo teso a diffondere con tutte le sue forze la parola del Maestro. Il martirio e la corona di santo, Marco le incontrerà poi, quando il suo corpo verrà trascinato per le vie di Alessandria d’Egitto fino alla morte.

MANI AL CIELO

Caletti ci racconta la storia nello sfondo dove, tra valli e boschi dorati, un gruppo di bifolchi trascina un uomo vestito di bianco che tende al cielo le mani. Ma questo è dopo, adesso ci sono i libri, c’è la parola scritta, la voglia di leggere, di apprendere, di comunicare. Caletti, più che l’ispirazione divina, ci racconta lo studio e l’amore forte per i libri. Lo fa con desiderio e passione, quasi non ne avesse avuti abbastanza.

Martina Bagnoli*

(*direttrice Gallerie Estensi Modena e Ferrara

© RIPRODUZIONE RISERVATA