La “Maestà sofferente” è un invito a riflettere

L’opera dello scultore Pesce contro la violenza sulle donne. Sgarbi: «È in un posto marginale, ma la bellezza lo illumina»

Ferrara. La "Maestà sofferente" è un invito a riflettere

FERRARA. «Ferrara onora la donna e la sua forza. Ed è la forza del suo generoso corpo di madre, con il monito a respingere ogni violenza che ne mortifichi i diritti e l’intelligenza». Così Vittorio Sgarbi, presidente della Fondazione Ferrara Arte, ha descritto la “Maestà sofferente”, donata alla città dallo scultore, architetto e designer Gaetano Pesce.

L’opera

Con i suoi otto metri di altezza la poltrona dalle fattezze femminili situata a Ferrara Fiera (via della Fiera 11) e montata da Sara Pallavicini, Stefano Morelli e Anna Rosa Fava, domina il paesaggio e catalizza lo sguardo dello spettatore verso il suo tentativo di denuncia contro la violenza sulle donne. A ricordarlo sono state le donne che hanno contribuito alla realizzazione del progetto: l’amministratrice delegata della Fiera Silvia Paparella, l’assessora alle pari opportunità Dorota Kusiak, la presidente della Commissione per le pari opportunità, Paola Peruffo, e l’assessora alle politiche sociali Cristina Coletti.

Proprio l’assessora Kusiak ha ricordato «questa ricorrenza è per noi un’occasione per riflettere sul futuro che intendiamo costruire per una società civile e matura in grado di eliminare ogni forma di discriminazione e prevaricazione nei confronti del genere femminile. È una riflessione particolarmente importante soprattutto in questo periodo di crisi che stiamo vivendo, che sta avendo un impatto veramente forte sulla condizione delle donne in ogni ambito della vita».

In fiera

Particolarità dell’opera è anche la sua collocazione, come hanno sottolineato i rappresentati dell’amministrazione comunale. «In pochi giorni tante persone si sono mobilitate per trovare la collocazione perfetta per un capolavoro di questo calibro, in un momento difficile dove per vedere l’arte si è obbligati a stare fuori dai teatri, cinema, mostre e musei. L’idea di portare in periferia un’opera così importante e dare la possibilità a tutti all’aperto di vederla credo che sia qualcosa di simbolico per quello che concerne le restrizioni sul Covid», ha sottolineato il sindaco Alan Fabbri.

Le novità

Il vicesindaco Nicola Lodi ha invece dato qualche anticipazione: «Questo parco diventerà un’area piena di queste opere. Ieri sera (8 marzo) Vittorio Sgarbi ha iniziato a telefonare ai più grandi artisti italiani, chiedendo quali opere di grandi dimensioni fossero disponibili per arrivare a Ferrara».

Assieme alle opere sono in arrivo poi tutta una serie di panchine che verranno collocate nell’area, messe a disposizione di quegli studenti di Architettura che, auspica il vicesindaco, potranno ammirare le opere esposte nel parco.

La giornata

«Ho pensato all’8 Marzo pochi giorni prima avendo avuto una telefonata con Gaetano Pesce», ha quindi raccontato il primo promotore di questa iniziativa, Vittorio Sgarbi che, continua: «È importante che dopo aver perso la mia battaglia di aver messo l’opera in piazza Duomo o nella rotonda in Porta Mare, alla fine si è convenuto in questo posto povero, marginale, ma che indica ciò che Renzo Piano dice di portare la bellezza nelle periferie, di non mortificarle, di portare quello che è scioccante nel centro storico e che qui diventa bonificante, segnale di attenzione».

L’inaugurazione di ieri ha visto la partecipazione di altri due grandi volti del panorama artistico ferrarese: il presidente di Ferrara Musica, Francesco Micheli, e il presidente della Fondazione Teatro Comunale, Michele Placido. Per quest’ultimo ieri è stata un’occasione per lanciare un altro omaggio che Ferrara farà alla donna. È in preparazione infatti la stesura dell’allestimento di “Stabat mater”, spettacolo dedicato alla passione di Cristo vista dagli occhi della madre, in programma il 3 aprile. «Abbiamo stabilito il gemellaggio Viterbo–Ferrara perché venga qui l’opera che io portai all’Expo di Milano - ha chiuso Sgarbi -, la meravigliosa Macchina a spalla di Santa Rosa. Il monumento arriverà a metà settembre». —

Ines Ammirati

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