Caterina è sempre rock, dagli anni di Casco d’oro a manager di nuovi talenti

Le 75 candeline di un’icona della musica e una carriera che ha subìto varie svolte. Raipley le dedica le repliche di un programma a sei puntate che condusse assieme a Giorgio Gaber

MILANO. Come spesso accade, anche la carriera di Caterina Caselli è decollata grazie a un colpo di fortuna. Era il 1966 e Caterina, che oggi spegne 75 candeline, aveva vent’anni, una breve gavetta come bassista nelle balere e un festival di Castrocaro alle spalle. Si avvicinava Sanremo e Adriano Celentano decise di partecipare con “Il ragazzo della via Gluck” scartando il brano già scritto per lui. Quella canzone era “Nessuno mi può giudicare” e fu affidata a quella ragazza così affine al mondo del rock. Per l’occasione lo studio Vergottini, che all’epoca dettava legge in fatto di acconciature, studiò per lei un caschetto biondo. Il festival lo vinsero Domenico Modugno e Gigliola Cinquetti con “Dio come ti amo” ma “Nessuno mi può giudicare” vendette un milione di copie e occupò per undici settimane il primo posto della classifica. Era nata Casco d’oro.

Da quel momento Caterina Caselli diventa una star del beat italiano, la voce femminile più vicina al rock’n’roll, se si pensa che ha cantato le cover italiane di “Paint it black” dei Rolling Stones (“Tutto nero” ), “I put a spell on you” di Screamin’ Jay Hawkins (“Puoi farmi piangere”) e che “Sono bugiarda”, uno dei suoi successi storici, è la cover di “I’m a believer”, la super hit dei Monkees scritta da Neil Diamond. Tra i brani che la consegnano alla storia di quegli anni “Perdono”, vincitrice del Festivalbar. Nel 1968 Paolo Conte e Vito Pallavicini scrivono per lei “Insieme a te non ci sto più”, un capolavoro, una delle più belle canzoni della musica italiana.


La sua carriera di cantante non dura oltre gli anni ‘70: nel 1975 annuncia il suo ritiro dal palcoscenico. Tornerà a cantare solo in poche occasioni speciali. Ma Caterina Caselli diventa una protagonista del management musicale alla guida del gruppo Sugar, l’azienda fondata da Ladislao Sugar e poi passata al figlio Pietro che nel frattempo aveva sposato Caterina. Che si rivela una manager con un fiuto sensibilissimo per i nuovi talenti e una visione che ha pochi confronti tra chi fa il suo mestiere: tra le sue scoperte, per citare qualche nome, Andrea Bocelli, Elisa, i Negramaro, gli Avion Travel, Malika Ayane, Raphael Gualazzi, e ora anche Madame.

In coincidenza con il compleanno RaiPlay propone le sei puntate di “Diamoci del tu”, programma condotto sulla Rai insieme a Giorgio Gaber nel 1967. Un classico delle teche Rai per studiare il mondo beat. C’è la prima apparizione televisiva di Francesco Guccini, insieme a un giovanissimo Franco Battiato, Ornella Vanoni che recita i versi di Umberto Saba, Gino Paoli, Arnoldo Foà, i Byrds La prima puntata, quella del 27 marzo 1967, si snoda tra esibizioni (Sandie Shaw, Equipe 84), balletti, la tribuna semi-seria dedicata ai gusti dei giovani, canzoni dei padroni di casa e persino un intermezzo poetico a cura di Valeria Moriconi e Corrado Pani. Le successive ospitano altri grandi della canzone. —