Cicognara e il busto colossale

Un “Busto colossale” per la tomba di un grande intellettuale, il conte Francesco Leopoldo Cicognara, nato a Ferrara nel 1767. Ingegno poliedrico, storico, scienziato, collezionista, bibliofilo, uomo abituato a conversare con Napoleone, Goethe, Foscolo, il nostro Cicognara fu uno dei lumi del suo tempo. 1822: Antonio Canova, il più eccelso scultore italiano nato dopo Bernini, morendo rendeva incompiuto il ritratto in marmo bianco del carissimo amico Cicognara, che fu vicino a lui anche nel momento estremo. “Colossale” per via delle misure (è alto cm. 80), esso venne portato a compimento da un allievo di Canova, Rinaldo Rinaldi. Non fu un intervento di peso, perché è noto che Canova lasciò il busto quasi pronto, dedicandosi a lungo a rifinire i capelli: Cicognara è acconciato come dettava la moda dopo il tramonto delle parrucche incipriate, nella foggia detta “alla Bruto” o “alla Domiziano”, insomma come un antico romano. Il busto sarà protagonista del dipinto di Francesco Hayez, Ritratto della famiglia Cicognara con il Busto colossale (Venezia, Collezione privata), dove l’opera domina la scena. Cicognara era uomo di levatura internazionale, ma negli ultimi anni di vita privilegiò Venezia quale città prediletta, senza mai scordare Ferrara. Nel 1834, alla sua morte, ebbe funerali solenni nella basilica di San Marco, ma volle essere sepolto nella sua città, alla quale lasciò scritti autografi e una parte dei suoi volumi. Spesso squattrinato, un decennio prima il conte aveva venduto la sua raffinatissima bibilioteca, confluita nel Fondo Cicognara della Biblioteca Apostolica Vaticana. La raccolta Cicognara nel suo complesso è oggetto di catalogazione e studio da parte della Samuel H. Kress Foundation con la University of Illinois at Urbana-Champaign con The Digital Cicognara Library, le cui linee sono tracciate da The Trustees of Princeton University. Si parla di “Cicognara Project” quale patrimonio di portali digitali come quello del Getty Research, con il contributo delle università della Columbia, Heidelberg, Harvard, ecc.

A Ferrara, finora, a Cicognara è stata giusto intitolata una strada di periferia. La vedova, Lucia Fantinati, donò l’originale del busto canoviano perché fosse posto sulla tomba ferrarese del marito, in Certosa. Nel 1992 l’opera, di valore inestimabile, fu prestata per una grande mostra veneziana su Canova, e una volta rientrata a Ferrara non tornò in Certosa ma rimase, ben protetta, prima a Palazzo Schifanoia e quindi a Palazzo Bonacossi. Una copia in gesso pervenne pure come lascito all’Accademia di Venezia, un’altra (di dimensioni ridotte) sta nell’ingresso della Biblioteca Ariostea. —


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Micaela Torboli

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