L’Annunciazione diversa che ospita l’intera trinità

L’opera di Bianchi Ferrari oltre a raccontare questo episodio illustra il contesto in cui l’angelo Gabriele parla a Maria

Sembra una scena tanto semplice questa Annunciazione di Francesco Bianchi Ferrari, ma non lo è. Certo lo schema è quello solito: l’angelo Gabriele si avvicina a Maria per annunciarle che è stata scelta per diventare la madre del figlio di Dio. La scena si svolge in un grandioso porticato, e, come spesso accade un vasto paesaggio è visibile nello sfondo: città, prati e colline che si perdono nella nebbia azzurrina.

Ma a guardar bene, questo incontro è strutturato come il punto di arrivo di una storia più grande e quello di partenza di un’altra ancora più lunga. Bianchi Ferrari non ci racconta solo un episodio del vangelo, ma ce ne illustra il contesto per spiegarne l’importanza capitale. Perché quello che sta avvenendo qui, dinnanzi ai nostri occhi è il miracolo dell’incarnazione, la chiave della salvezza, e l’autore vuole che lo capiamo bene. Francesco non si accontenta di indicare la grazia divina impregnante che scende su Maria con dei raggi dorati, ma aggiunge la colomba, simbolo dello spirito santo, e poi, direttamente sopra questa e sotto la figura del Dio padre, anche un bambinello. Seguendo la traiettoria del gesto divino vediamo quindi illustrata l’intera trinità. La decorazione del porticato riassume invece Il percorso storico che ha reso necessaria l’incarnazione. Prima una fascia di nereidi e tritoni, il caos delle origini del mondo. Poi immediatamente sotto la fase più antica della storia dell’uomo. È una storia di tradimenti e viltà: la creazione di Eva, la caduta, la cacciata dal paradiso terreste e il fratricidio di Caino. Nelle volte degli archi due grandi rilievi ci raccontano il diluvio universale e il passaggio del Mar Rosso. Eventi questi che ricordano che l’acqua pulisce i peccati e elimina il male, come l’acqua del Battesimo basato sul sacrificio di questo bambino annunciato. Per la Confraternita della Santissima Annunziata, committente di questa pala, Bianchi Ferrari aveva dipinto un compendio di teologia battesimale, ma lo aveva fatto senza farsi troppo notare, aggiungendo anche qualche brano di vita normale, come la natura morta di libri e scatole da cucito dentro l’inginocchiatoio della Vergine, quasi a ricordare che, in fondo, la storia sacra e quella umana sono tutt’uno. —


Martina Bagnoli*

(*direttrice Gallerie Estensi Modena e Ferrara)

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