Quarant’anni di piadina Ciliegia la storia di un’azienda simbolo del territorio

Il volume racconta l’avventura imprenditoriale ai Lidi di Alessandro Farinelli: «Risultati raggiunti grazie alla famiglia» 

LA STORIA

È uscito il libro “Quarant’anni di piadina Ciliegia, storia e storie raccontate da Ciliegia”, a cura di Luciano Boccaccini (edizioni Il Fiorino). Nasce per celebrare questa attività, per raccontarne la storia e dare spunti a futuri imprenditori. Ciliegia è il soprannome dato ad Alessandro Farinelli, il titolare. Da piccolo aveva spesso il raffreddore che gli procurava il rossore al naso come Mastro Ciliegia di Geppetto, e da lì gli amichetti gli attribuirono quel soprannome, diventato il marchio dell’azienda conosciuto ovunque. La storia dell’azienda nasce nel 1979, quando Farinelli era appena undicenne. La zia Giovanna Fantini con due amiche ebbe un’idea: aprire un punto vendita di piadine sulla Romea, dove ora c’è il centro commerciale Bennet. E Ciliegia aiutava la zia a farcire le piadine quando non andava a scuola.


Nel 1981 il trasferimento a Lido Nazioni di fronte al Bagno Albatros, a bordo di una roulotte. Poi il terreno fu venduto, serviva una nuova ubicazione. Ecco l’ospitalità dei fratelli Cena nell’area del luna park e da lì fu un successo. Nel 1985 la zia decise di intraprendere un’altra strada ma con spirito di abnegazione e tenacia Farinelli, con l’aiuto dei genitori, acquistò l’attività della zia. Serviva un nome all’azienda ed ecco “Piadina Ciliegia”. Nell’88 l’apertura di un nuovo chiosco a Lido Pomposa e nel 1993 il terzo agli Estensi. «Lì ci furono intoppi, i risultati non arrivarono subito, ma nel 2000 questo cominciò a dare i suoi frutti» racconta Farinelli.

NUOVE TRAVERSIE

Non tutto è sempre filato liscio. Serviva un laboratorio, individuato vicino ai Trepponti: Farinelli presentò il progetto in Comune e gli fu assicurato il permesso di costruire entro sei mesi. Comprò così l’immobile con l’impegno di mantenere la struttura esistente, ma l’autorizzazione promessa non arrivò e i lavori si fermarono di colpo, non le rate del mutuo con le entrate che non coprivano le spese. Rischiava di fallire l’attività e tutto il lavoro fatto, «fu una sofferenza durata cinque anni, poi arrivò la tanto attesa autorizzazione. Tante volte ho pensato a tutti quegli imprenditori che rischiano fidandosi delle garanzie di tecnici e politici, chiedono finanziamenti per realizzare progetti, ma improvvisamente tutto si ferma per cavilli burocratici».

Nel 2009 ecco la soddisfazione di vedere finito il laboratorio. E, ancora, ecco la creazione di uno stabile per la produzione all’ingrosso, che soddisfa le esigenze di oltre mille clienti su tutto il territorio nazionale. E negli anni sono aumentati anche i tipi di prodotti offerti. Ma un ruolo importante «ha avuto la famiglia, che mi ha assecondato nel creare un’attività che ha una storia lunga quarant’anni. Non sono mancati i momenti amari e difficili, ma grazie alla tenacia, all’abnegazione e allo spirito di sacrificio, gli obiettivi sono sempre stati raggiunti». —

Mariacarla Bulgarelli

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