Il 16enne che ama la poesia Ecco il libro di Francesco

Si intitola “Il cielo da quaggiù” la raccolta di poesie del giovane Francesco Suffritti, che oggi alle 17 sarà presentata nella sala Agnelli della Biblioteca comunale Ariostea in via Scienze e in diretta video sul canale Youtube dedicato. Nel corso dell’incontro, organizzato in collaborazione con il Gruppo Scrittori Ferraresi, dialoga con l’autore Federica Frignani; introduce Eleonora Rossi.

La raccolta “Il cielo da quaggiù” è un inno sia alla poesia e in parte al racconto in prosa – cantati da un ragazzo di sedici anni –, sia alla forza vitale che lo sorregge. Perché Francesco è gravemente malato, ma è proprio in determinate circostanze che si scompagina un universo nuovo ai nostri occhi, pieno di visioni personali del mondo da condividere. Egli ce le racconta osservando la vita “da quaggiù”, appunto: il cielo, la natura, la sua famiglia, le persone che lo circondano, l’amore. L’esistenza è scandagliata dall’attento sònar pulsante che è il cuore dell’autore, tanto fragile quanto ricettivo e attivo.


Francesco è un ragazzo affetto da una malattia rara, che non gli impedisce però di coltivare la sua grande passione, quella per la poesia. Frequenta il liceo Cevolani, dove durante la recente Notte nazionale dei licei ha presentato per la prima volta questa raccolta, pubblicata dalla casa editrice bolognese Pendragon grazie all’interessamento degli amici di famiglia del giovane. Il poeta dalla sua giovane età ci rinfresca la memoria, rammentandoci che vale la pena vivere felicemente, concetto dato spesso per scontato: immagini chiare, fresche e profonde si schiudono dai suoi versi, sapientemente bilanciati sulla pagina, senza rinunciare a quel tocco nostalgico e onirico che spesso la poiesis porta con sé. —

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