Il Kontiki diventa set Milani a Vigarano trova la sua discoteca fra passato e futuro

Nel cast del film anche l’attrice e cantante Eva Robin’s  Il titolare del locale: «Entusiasta di partecipare al progetto»

Il Kontiki di Vigarano Mainarda, storico tempio della discomusic e della vita notturna, fondato nel 1974 da Gianfranco Roncarati, è stato trasformato in set cinematografiche per le riprese de “La discoteca”, film di Jacopo Milani. Il locale, da oltre quarant’anni punto di riferimento per giovani e meno giovani, ha spalancato le porte alla troupe che ha girato al suo interno alcune scene per un film ambientato appunto in una discoteca. La produzione è vincitrice dell’ottava edizione di Italian Council, programma di promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo.

LA STORIA


Protagonista del film è Eva Robin’s, attrice e cantante, simbolo transgender degli anni ’80, che ha cominciato a calcare i palcoscenici, come corista nelle tournée di Amanda Lear. Il lancio sul grande schermo è poi arrivato con “Tenebre”, film cult girato da Dario Argento nel 1982. Babilonia è invece il nome della discoteca post moderna in cui è ambientato il film, dove Eva interpreta il ruolo di Sylvester. Spiega Silvia Litardi, curatrice del progetto: «Sarà la padrona di casa della discoteca del retrofuturo, un luogo di incontro, in cui è però vietato ballare. Al suo interno si incontrano Didi ed Ermes, i due protagonisti di questa “fiaba”». Poi aggiunge: «I due sono stati selezionati da una app per riprodursi, ma il contatto non potrà avvenire ballando. Il film è un’opera d’arte che si realizza all’interno di un’opera d’arte, la discoteca. Jacopo è un artista visivo ed il film sarà integrato da una installazione luminosa con la scritta Babilonia».

L’installazione è stata realizzata per il film su disegno di Milani ed è ispirata al nome della storica one night Lgbtqi dell’Insomnia di Ponsacco, celebre discoteca pisana non più esistente. L’opera di Jacopo Milani (nella foto al centro con Silvia Litardi e Elisa del Prete) sarà acquisita dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, in occasione di una mostra, che si terrà a settembre. Gli arredi del Kontiki, integrati con oggetti di scena e opere di design dello stesso Jacopo Milani costituiscono le scenografie del film, un’opera che corre sul filo di metafore mutuate dal presente. Malinconia del passato ed ansie del futuro si intrecciano continuamente sul set, popolato da personaggio surreali, all’interno del quale domina il profumo di rose.

FUTURO IPOTETICO

«Il film “La discoteca” racconta di un futuro non troppo lontano in cui la manifestazione delle emozioni attraverso il linguaggio del corpo è severamente proibita e regolamentata dalla paura di esser trasformati in rose recise, entità a cavallo tra la vita e la morte, ma anche forme perfette a cui aspirare». Il film crea una contaminazione tra diversi generi narrativi, fondendo linguaggi, accendendo i riflettori sui rapporti tra cinema, arte, performance, video e danza.

La produzione mette il corpo al centro dell’esperienza non solo visiva, ma anche fisica dello spettatore. L’obiettivo del regista visivo è quello di porre domande e stimolare riflessioni attraverso l’arte e la creatività. A seguire le riprese anche Max Roncarati (in foto), proprietario con la sorella Sabina del Kontiki, il quale si dice «entusiasta di aver aperto le porte della discoteca... a una discoteca».

Katia Romagnoli

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