Ferrara Sotto le Stelle nel segno dei tempi. Nuccini: «Credo nell’oggi Non sono tipo da revival»

Il festival torna dal 30 giugno al 4 luglio, quest’anno a Parco Massari. Da Iosonouncane a Venerus le date sono praticamente sold out 

FERRARA. Ferrara Sotto le Stelle festeggia i suoi 25 anni a Parco Massari. Alla rassegna 2021, che si sposta in toto dal Castello Estense in corso Porta Mare 3, mancano nove giorni. Da Iosonouncane a Venerus, passando per Mecna e La rappresentante di lista, le date sono tutte sold out. Ultimi posti disponibili per la serata di Massimo Volume e Shame. In attesa dei concerti Corrado Nuccini, direttore artistico del festival, racconta l’edizione che verrà.

Il festival è alle porte, come vi sentite?


«Un po’ come i protagonisti di un grande romanzo di Melville. Anche noi, come i suoi personaggi, siamo andati alla ricerca del nostro Moby Dick e ora vogliamo portare in porto il nostro vascello nel migliore dei modi. I mesi passati ci hanno insegnato ad essere più coraggiosi e capaci; più abili nell’affrontare e superare le difficoltà. Arriviamo al festival temprati e consapevoli di aver affrontato situazioni difficili e pericolose».

I concerti sono praticamente tutti sold out, vi aspettavate una risposta simile?

«Sinceramente sì, la musica dal vivo mancava ed ero abbastanza sicuro che la gente avrebbe risposto in questa maniera».

Come avete trascorso i mesi dal “via libera” agli eventi estivi ad oggi?

«Abbiamo lavorato ininterrottamente cercando di fare squadra. Abbiamo sfruttato questi mesi “di panchina” per creare un progetto nuovo. La nostra priorità, oltre la musica, è garantire la sicurezza del pubblico e per questo abbiamo tenuto anche qualche posto in meno di quelli che avremmo effettivamente potuto tenere ma non volevamo rischiare. Quelle che verranno dovranno essere giornate sicure, di festa e serenità».

Non solo musica ma anche eventi collaterali dedicati ai più piccoli.

«Sabato e domenica si terranno workshop per bambini. Uno dedicato alla sperimentazione della musica elettronica e uno alla creazione del proprio pass per un backstage del futuro. Realizzeremo anche un docufilm del festival e il concerto di Iosonouncane verrà ripreso all’interno della rassegna regionale “Viralissima”».

Una line up giovane. È contento del risultato?

«Molto. Credo che un festival debba saper celebrare e interpretare la contemporaneità. Un festival per me deve parlare del presente, non deve essere un revival. Abbiamo tenuto saldamente i piedi fermi su ciò che accade attorno, il nostro festival si lega al periodo storico che stiamo vivendo».

Quest’anno vi siete concentrati sulla scena italiana.

«Abbiamo messo davanti a tutto lo spirito di festa e ripartenza. Prima - spiega Nuccini - abbiamo ragionato sui “colori” del festival, sulle emozioni che volevamo trasmettere e poi la scelta degli artisti è venuta quasi da sé. Siamo riusciti a trovare artisti capaci di incarnare e trasmettere i colori del nostro festival. Il fatto che siano più italiani che stranieri non ha importanza, ci siamo basati su valori trasversali».

Come vede le nuove proposte della scena musicale?

«Con fiducia e soddisfazione. Penso che i nuovi protagonisti abbiano ripreso in mano la capacità di raccontare il mondo dei giovani e questa è una cosa per me estremamente bella. La musica ha ricominciato a parlare a ragazze e ragazzi, l’età di chi va ai concerti si è abbassata e questo mi fa ben sperare per il futuro». —

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